Morti sospette in corsia, i precedenti dal 1992 a oggi

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Sei i casi negli ultimi ventiquattro anni. L’ultimo in ordine di tempo riguarda l'indagine a carico di Fausta Bonino, infermiera dell'ospedale di Piombino accusata di aver ucciso tredici persone con iniezioni di eparina

Il caso di Saronno, dove un medico e un’infermiera sono stati arrestati con l’accusa di aver ucciso almeno cinque persone in corsia, non è il primo di questo tipo: in Italia, infatti, i precedenti sono sei.

 

Indagine in corso a Piombino - Il più vicino in ordine di tempo è quello di Fausta Bonino, infermiera dell'ospedale di Piombino (Livorno), arrestata lo scorso 31 marzo con l'accusa di aver ucciso tra il 2014 e il 2015 con iniezioni di eparina tredici ricoverati nell'unità operativa di anestesia e rianimazione. La Bonino è stata scarcerata 21 giorni dopo dal Tribunale del Riesame di Firenze con un provvedimento poi annullato dalla Cassazione lo scorso 22 settembre. Sul caso dovrà nuovamente pronunciarsi il Riesame.

 

Il caso Poggiali – Precedentemente ci fu il caso di Daniela Poggiali, dell'ospedale di Lugo di Romagna (Ravenna), condannata l'11 marzo scorso all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Bologna, per la morte di una donna di 78 anni. La donna si scattò un selfie sorridente accanto al cadavere della paziente, da lei stessa appena uccisa. Era l'8 aprile del 2014. La donna è indagata anche per altre morti sospette e l'indagine a suo carico ha preso in considerazione 191 decessi. 

 

Gli altri casi - Sonya Caleffi, in servizio al "Mazoni" di Lecco, fu condannata a 20 anni di carcere per aver ucciso 5 persone. Angelo Stazzi, invece, è accusato di sette omicidi nella casa di cura "Villa Alex" e ha ricevuto una condanna all'ergastolo. Alfonso de Martino, soprannominato "l'infermiere di Satana", ha ucciso quattro persone e anche lui è stato condannato all'ergastolo. Antonio Busnelli, infine, deve scontare una pena a 16 anni e 8 mesi per l'omicidio di due pazienti.

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