Delitto Caccia, fermata la scarcerazione del presunto killer

Il procuratore di Torino Bruno Caccia (Fotogramma)
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Per via di un errore procedurale nelle indagini la Corte d'Assise di Milano ha firmato un'ordinanza per rimettere in libertà Rocco Schirripa, ma la Procura ha disposto a stretto giro un nuovo provvedimento di fermo

Scarcerazione e subito nuovo fermo per Rocco Schirripa, l'uomo accusato dell’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia nel 1983. Il panettiere era stato arrestato, 32 anni dopo, con l’accusa di essere l’esecutore materiale del delitto ma, a causa di un errore procedurale nelle indagini, la Corte d'Assise di Milano aveva firmato questa mattina un’ordinanza di scarcerazione nei suoi confronti.

 

La procura del capoluogo lombardo ha però chiesto e ottenuto, nel giro di pochissimo tempo e dopo l'errore procedurale, la riapertura delle indagini e così in mattinata è arrivato il nuovo fermo. Domani la Corte d'Assise di Milano, che in mattinata aveva ordinato la scarcerazione, dovrà decidere sul processo a suo carico. 

 

Per l’omicidio era stato già arrestato nel 1993 il mandante, Domenico Belfiore, esponente di spicco della ‘ndrangheta in Piemonte, su cui Caccia stava indagando.

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