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Il brusco calo termico rende ancora più disagiata la vita delle centinaia di persone che dormono nelle tende e che attendono l’arrivo dei container. LE PREVISIONI 

Nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto è arrivata la temuta ondata di freddo. Il brusco calo delle temperature – scese di notte anche sotto lo zero – rende ancora più disagiata la vita delle centinaia di persone che dormono nelle tende e che attendono l’arrivo dei container, promessi entro Natale. A preoccupare è soprattutto l’arrivo della prima neve.

 

Messa in sicurezza – La neve, prevista sugli Appennini già da questa notte, anche a quote basse, potrebbe complicare il lavoro dei vigili del fuoco, che a Norcia, ad esempio, stanno mettendo in sicurezza piazza San Benedetto, oltre alle case e ai negozi ancora pericolanti e la cui agibilità è seriamente compromessa. Un inevitabile rallentamento potrebbe subire anche il lavoro del genio dell’Esercito, che sta predisponendo le aree che nei prossimi mesi ospiteranno i moduli abitativi provvisori. Situazione ancora più precaria nelle varie frazioni: Castelluccio di Norcia, ora raggiungibile solo con i mezzi del soccorso alpino, resterebbe completamente isolata. Nei territori della Valnerina umbra, la Protezione civile e le amministrazioni comunali stanno invitando le persone che vivono in tenda a trovare riparo nelle tensostrutture riscaldate.

 

Previsioni meteo – A causa dei venti di bora che presto raggiungeranno le regioni adriatiche e buona parte d'Italia, le temperature subiranno un calo di 10 gradi rispetto ai giorni scorsi, con gelate notturne su quasi tutte le regioni del Centro-Nord; di giorno la temperatura non andrà oltre i 7 gradi. Un ulteriore afflusso di freddo sulle zone colpite dal terremoto è poi previsto per l’inizio di dicembre, e in particolare per il Ponte dell'Immacolata.

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