Genny 'a Carogna condannato per traffico di stupefacenti

Il capo ultras Gennaro De Tommaso detto "Genny a Carogna" (foto Archivio)
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Dieci anni di reclusione è la pena inflitta a Gennaro De Tommaso, noto per aver "mediato" con i responsabili dell'ordine pubblico nella finale di Coppa Italia allo stadio Olimpico di Roma, il 3 maggio del 2014

Gennaro De Tommaso, noto alle cronache come Genny ‘a Carogna, è stato condannato dal gup partenopeo Livia De Gennaro a 10 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Le accuse sono maturate in relazione ad un inchiesta avviata nel 2010 e condotta dalla procura di Napoli su un giro di importazione di cocaina dall’Olanda, che l’anno scorso portò all’arresto di De Tommaso. Per l’uomo, la richiesta del pm era stata di 18 anni.

 

La finale di Coppa Italia nel 2014 – Di Genny ‘a Carogna ci si ricorda quando, prima della finale di Coppa Italia allo stadio Olimpico di Roma il 3 maggio 2014 tra Napoli e Fiorentina, salì sulla balaustra dello stadio Olimpico, indossando una maglietta con la scritta 'Speziale libero’ (in riferimento all’ultrà del Catania condannato per la morte dell’ispettore Tommaso Raciti), e diede vita ad una sorta di mediazione con i rappresentanti dell’ordine pubblico, in una situazione di tensione per far cominciare o meno il match.

 

La morte di Ciro Esposito - Il prepartita, infatti, era stato funestato da gravissimi scontri che avevano portato al ferimento del tifoso napoletano Ciro Esposito. Raggiunto da colpi di pistola, il ragazzo è morto dopo oltre un mese di agonia. I colpi erano partiti dall’ultrà della Roma Daniele De Santis, che per questa vicenda ha ricevuto in primo grado una condanna a 26 anni. Per aver scavalcato la recinzione e per aver indossato la maglietta inneggiante a Speziale, De Tommaso ha rimediato il Daspo a 4 anni.

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