Sgominata la banda del Rolex, 5 arresti a Milano

Una delle rapine, con i due mezzi dei malfattori indicati dalle frecce (Fotogramma)
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Arrivavano da Napoli per rapinare gli automobilisti con la tecnica dello 'specchietto'. Oltre 30 colpi contestati, per un valore di circa 700mila euro

I poliziotti della Squadra Mobile di Milano hanno eseguito nei giorni scorsi un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Manuela Accurso Tagano, su richiesta del pm David Monti, nei confronti di quattro pregiudicati napoletani, e del titolare di un’officina del capoluogo lombardo, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla rapina e al riciclaggio. Si tratta di una banda di malviventi specializzata nelle rapine di orologi di valore, in particolare di marca Rolex, commesse ai danni di automobilisti. In tutto vengono contestati 32 episodi, per un valore totale della merce sottratta di 700mila euro.

 

Il modus operandi – I colpi avvenivano con la cosiddetta tecnica dello specchietto. Un primo malvivente, in sella a uno scooter di piccola cilindrata individuava gli automobilisti di passaggio che portavano orologi lussuosi al polso. Li segnalava ai complici, con i quali comunicava via ricetrasmittente, e poi urtava lo specchietto retrovisore della vittima, di solito quando era ferma al semaforo. Quando l’automobilista tirava fuori il braccio dal finestrino per sistemare lo specchietto, sopraggiungevano i complici a bordo di un secondo scooter e strappavano l’orologio dal polso del malcapitato per poi fuggire nel traffico.

 

Banditi in trasferta – I delinquenti arrivavano il lunedì da Napoli, e si fermavano al massimo un paio di giorni. Potevano contare su un’officina che faceva trovare loro i gli scooter pronti e in condizioni di perfetta efficienza. Colpivano preferibilmente nelle zone del centro, dopo aver localizzato le vittime nei viali che dalla tangenziale portano nel cuore di Milano. Tra i colpi messi a segno anche la rapina di orologi del valore di 70mila e 100mila euro l’uno. L’oggetto più ambito restava comunque il Rolex modello 'Daytona oro'. Le vittime erano per lo più facoltosi imprenditori o uomini d’affari al volante di auto lussuose, molti dei quali stranieri, in particolare svizzeri.

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