Processo Annibali, motivazioni della Cassazione: "Varani mai pentito"

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I giudici che hanno confermato la condanna a 20 anni per l'ex fidanzato della donna sfregiata con l'acido: "Elementi di prova molteplici"

Le lesioni inferte a Lucia Annibali, sfregiata al volto con l'acido, erano tanto gravi da mettere in "pericolo la sua vita". La stessa scelta di colpirla con l'acido, e anche il "regime di vita, l'assunzione di stupefacenti, la condotta processuale e l'assenza di pentimento" hanno portato i giudici ad emettere una pena così alta. Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui, il 10 maggio scorso, ha condannato in via definitiva l'ex fidanzato di Lucia, Luca Varani, a 20 anni per tentato omicidio e stalking e a 12 anni per Altistin Precetaj e Rubin Talaban esecutori dell'attacco con l'acido.

 

Le motivazioni - Secondo la prima sezione penale della Cassazione, "le sentenze di merito indicano tutti gli elementi che in progressione evolutiva delle investigazioni hanno indotto a ritenere provato con certezza il ruolo dell'imputato nella sua qualità di mandante". 

La Cassazione evidenzia che gli elementi di prova "sono molteplici", comprese le tracce di acido trovate nella macchina che Varani stava per rottamare, e vanno nella stessa direzione della "confessione" che l'uomo aveva fatto al suo compagno di cella allo scopo di prendere contatto coi due albanesi per concordare una versione.

 

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