Referendum, comitato per il No: ricorso se vince Sì con voto estero

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Nuovo attacco di Grillo: "Renzi come una scrofa ferita" Il premier: vogliono buttarla in rissa. Berlusconi: Mediaset con Sì, temono ritorsioni da chi è al potere. (LO SPECIALE)

Continua ad aumentare la tensione in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre (LO SPECIALE). L'ultimo ad intervenire è il stato il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi che, ribadendo il suo No "contro il rischio di una deriva autoritaria", ha affermato che i I vertici di Mediaset voteranno Sì perché “hanno paura di una possibile ritorsione di chi ha il potere”. Il riferimento è alle interviste pro riforma rilasciate da Fedele Confalonieri.

 

Comitato No: ricorso se vince Sì all'estero - La giornata politica si è però aperta con la forte presa di posizione del comitato del No che ha annunciato un possibile ricorso contro i risultati della consultazione se i voti dall’estero risultassero decisivi per il sì.  Secondo il comitato per il No, infatti, “nella legge per il voto degli italiani all’estero ci sono dei principi fondamentali che riteniamo violati” e che potrebbero “portare a un’impugnazione davanti a una Corte”.

La riforma, ha affermato il presidente del comitato per il No, Alessandro Pace, "è eversiva della Costituzione, manda all’aria la struttura della Carta"

 


 

Grillo: "Renzi come una scrofa ferita" - A rendere ancora più incandescente il clima ci pensa il M5S. Dopo aver dato del "serial killer" a chi difende la riforma, oggi in un post sul blog di Grillo usa una metafora altrettanto cruda: "Renzi ha una paura fottuta del voto del 4 dicembre. Si comporta come una scrofa ferita che attacca chiunque veda".



Renzi: vogliono buttarla in rissa -
Immediata è arrivata la risposta del presidente del Consiglio: "Ieri c’è stata l’ennesima polemica di Grillo che ci ha detto che siamo serial killer, oggi quelli del No dicono che se perdono faranno ricorso – ha detto a un’iniziativa per il Sì a Piombino – il tentativo è di buttarla in rissa, la nostra reazione è calma e gesso, sorrisi e tranquillità”. Poi, rivolgendosi direttamente al Movimento, ha aggiunto: "Vorrei mandare da qui un messaggio di tranquillità: non è una guerra, stiamo votando, è la democrazia e se cercano la rissa dobbiamo essere calmi e tranquilli, ti dicono scrofa ferita e tu devi parlare del Cnel, ti dicono serial killer e tu devi parlare della fine del bicameralismo perfetto".



Tar del Lazio respinge ricorso di Onida - Intanto il Tar del Lazio ha respinto un ricorso relativo al referendum presentato dal presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onide, giudicandolo inammissibile per difetto assoluto di giurisdizione. Onida aveva presentato il ricorso contro il decreto di indizione del referendum, per averlo qualificato come "confermativo" e "per aver formulato il quesito con riferimento al titolo della legge costituzionale anziché agli articoli della Costituzione che vengono modificati". Già lo scorso 10 novembre il Tribunale Civile di Milano aveva respinto il ricorso di Onida, che aveva impugnato il quesito referendario chiedendo di inviare la legge sui referendum alla Consulta.

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