Smaltimento illecito di inquinanti, arrestati 6 imprenditori

Secondo gli inquirenti, i rifiuti inquinanti erano miscelati in modo indiscriminato - Fotogramma
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Quattro società del Nord Italia sottoposte a sequestro preventivo da parte dei carabinieri del Ros

Sei arresti nel Nord Italia per smaltimento illegale di rifiuti pericolosi. L’indagine, condotta dai carabinieri del Ros, riguarda le province di Brescia, Bergamo e Verona e coinvolge i titolari di 4 società nel settore della raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi. In questo sistema illecito, i militari dell’Arma hanno documentato anche la complicità degli addetti ai lavori di smaltimento.

 

Un mix pericoloso - I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Brescia, mentre le ditte sono state sottoposte a sequestro preventivo. Le aziende in questione sono il gruppo Visinoni (sede a Rogno, Bergamo), Val-Ferro (Prevalle, Brescia), Montini (Sabbio Chiese, Brescia) e Ecoplanet. Secondo quanto emerso dalle indagini, i rifiuti inquinanti venivano miscelati tra loro in modo indiscriminato e di seguito occultati tra le scorie destinate al conferimento nelle acciaierie, per essere sversati infine nei luoghi di fusione. I rifiuti contenevano nichel e Pcb (Policlorobifenile).

 

"Più pericolosi dei narcotrafficanti" – “Vi era un patto scellerato tra chi raccoglieva il materiale di scarto delle fonderie che conteneva sostanze pericolose e chi lo trasportava”, ha spiegato il Procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno. E a conferma della gravità della situazione creatasi sono arrivate anche le parole del procuratore aggiunto Sandro Raimondi, titolare dell'inchiesta: “Stiamo parlando di persone più pericolose dei narcotrafficanti”.

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