Palermo, blitz della polizia contro la mafia nigeriana: 17 fermi

Foto d'archivio (Fotogramma)
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Colpo all'organizzazione dedita al racket delle estorsioni, al traffico di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione

Vasta operazione della squadra mobile di Palermo, coordinata dalla locale Direzione antimafia, contro un’organizzazione malavitosa di origine nigeriana. Diciassette i fermi emessi dall’autorità giudiziaria, 12 dei quali nel capoluogo siciliano, che i poliziotti hanno eseguito in tutta Italia (Padova, Napoli, Castelvolturno) a partire dalle prime luci dell’alba.

I reati e la struttura piramidale – Varie le accuse contestate nell’ambito dell’operazione denominata “Black Axe” agli indagati, che avrebbero controllato un redditizio giro di estorsioni, oltre a dedicarsi al traffico di sostanze stupefacenti, allo sfruttamento della prostituzione e alla tratta di esseri umani. Il blitz avrebbe consentito di azzerare i vertici dell'organizzazione criminale e di ricostruirne la fisionomia e la struttura di tipo verticistico-piramidale, basata su rigide regole fatte di "battesimi", riti di affiliazione dei membri e ruoli definiti all’interno del clan. Una vera e propria struttura militare, che si sarebbe arricchita anche chiedendo il “pizzo” ai commercianti di origine africana, intimorendo le vittime e costringendole all'omertà.


Boss e “Ministro della difesa” in manette – Tra le persone destinatarie dei provvedimenti restrittivi, figura anche il capo della base italiana della stessa organizzazione, il 26enne nigeriano Festus Pedro Erhonmosele, fermato a Padova. Si tratta della prima carica formale dell'associazione mafiosa, in costante contatto con il centro di controllo nigeriano, con gli altri “colonnelli” presenti sul suolo italiano e con i membri più autorevoli delle altre articolazioni dell'organizzazione a livello europeo e mondiale. Osahon Kennet Aghaku, 22 anni si occupava della gestione delle punizioni dei disobbedienti e la protezione dei membri.

 

Lo “Stato parallelo” – Gli inquirenti hanno riferito che la “Black Axe”, al suo interno, riproduceva “compiti, funzioni e persino organigrammi tipici di uno stato, tanto che per indicare le figure verticistiche faceva riferimento alle cariche istituzionali, come il consiglio dei saggi e il ministro della difesa".

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