Evasione fiscale, maxi-sequestro per 12 imprenditori cinesi

La Guardia di Finanza durante un'operazione di controllo (foto d'archivio: Getty Images)
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La Guardia di Finanza ha requisito in Toscana e nel Lazio beni per 4,5 milioni di euro tra conti correnti, immobili, auto e contanti

La Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per 12 imprenditori cinesi residenti nelle province di Firenze, Prato e Roma: il valore complessivo del sequestro è di 4,5 milioni di euro.

 

Il maxi-sequestro - Le Fiamme gialle, in particolare, hanno sequestrato 64 conti bancari, 11 immobili, 12 auto, contanti e quote societarie per un valore complessivo di oltre 4 milioni e mezzo di euro a 12 imprenditori di nazionalità cinese. Il provvedimento, emesso dal gup su richiesta della Dda fiorentina, arriva a seguito di verifiche fiscali eseguite fra il 2011 e il 2012, che hanno anche portato alla denuncia per i reati tributari di infedele e omessa dichiarazione fiscale. Dall'inizio delle attività ispettive nel 2011, le Fiamme Gialle hanno denunciato complessivamente 50 persone, tutte di origine cinese, e sequestrato beni per oltre 15 milioni di euro.

 

Soldi trasferiti in Cina - Le indagini nelle operazioni "Cian Liu", "Cian Ba" e "Cian Ba 2012” avevano scoperto un ingente flusso di capitali dall’Italia verso la Cina. I soldi, frutto di attività in nero nel nostro Paese, venivano inviati in Cina attraverso “money transfer”, ovvero circuiti alternativi alle banche che permettono di mandare denaro in qualsiasi parte del mondo. Questi sistemi sono spesso usati dagli immigrati che lavorano in Italia per inviare le rimesse nei Paesi d’origine e non di rado nascondono operazioni di riciclaggio. L’uso di money transfer era accompagnato in questo caso da particolare prudenza: la Guardia di Finanza ha fatto sapere che le somme venivano "strumentalmente frazionate in tantissime tranche al fine di far figurare le operazioni finanziarie di piccole entità al di sotto di 1.999 euro, soglia che all'epoca dei fatti non prevedeva la segnalazione alle autorità finanziarie di controllo competenti".

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