Torino, smantellata banda che clonava bancomat e carte di credito

Operazione delle Forze dell'ordine a Torino contro una banda che clonava bancomat e carte di credito (Getty Images)
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Sei arrestati e 40 denuciati nell'operazione della Polizia postale. L'organizzazione avrebbe "replicato" interi macchinari per l'erogazione del credito, manomettendo quelli originali. Contestate 100 sottrazioni illecite di denaro per centinaia di migliaia di euro

Sgominata a Torino una banda specializzata nella clonazione di carte di credito e nella manomissione di sportelli bancomat e colonnine per i self service dei distributori di carburante. La Polizia postale ha arrestato 6 persone e ne ha denunciate oltre 40 a piede libero, tutti provvedimenti eseguiti tra il capoluogo piemontese, Cuneo e altre città.

Una banda ad alta competenza informatica -Gli inquirenti contestano agli indagati oltre 100 sottrazioni illecite di denaro, per un profitto stimato in alcune centinaia di migliaia di euro. La banda sarebbe stata composta da cittadini romeni, albanesi e italiani, alcuni dei quali dalle elevate competenze informatiche, che disponevano di mezzi tecnologici sofisticati. Una struttura ben organizzata, in cui ognuno avrebbe avuto un compito ben preciso.

Il laboratorio delle clonazioni - Nel corso delle perquisizioni all’interno di abitazioni, magazzini e laboratori utilizzati dai presunti criminali è stato rinvenuto materiale e componenti degli sportelli bancomat costruiti artigianalmente (visibili in un video della Polizia postale). I membri dell'organizzazione infatti - secondo gli inquirenti - dopo aver sottratto dalle apparecchiature di erogazione del credito alcuni pezzi originali, avrebbero riprodotto all’interno di questi laboratori, utilizzando calchi in “negativo”, gli stessi componenti. Che ad occhio nudo risultavano apparentemente simili, ma dalle dimensioni leggermente più grandi così da poter contenere, al loro interno, l’hardware necessario alla clonazione delle carte e alla lettura dei codici Pin. Così, dopo aver assemblato i componenti per creare gli "skinner" (apparecchi in grado di rubare i codici delle carte), la banda li sostituiva nei bancomat e nelle colonnine. Il denaro frodato con le carte clonate spesso confluiva in carte prepagate intestate a “prestanome”, mentre in altri casi le carte clonate sarebbero state invece semplicemente utilizzate per fare acquisti presso esercizi commerciali piemontesi.

Sei ricercati - Per ogni carta clonata, secondo gli inquirenti, l'organizzazione avrebbe incassato introiti di circa 1500-2000 euro. Sei componenti della banda si sono resi irreperibili, e sono tuttora ricercati dalla Polizia postale.

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