Morte rapper "Cranio randagio", la Procura apre un fascicolo

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I pm indagano sul decesso di Vittorio Andrei, l'ipotesi è "morte come conseguenza di altro reato". Il 22enne l'anno scorso partecipò a X Factor e fu selezionato da Mika. Stava per pubblicare il suo primo album 

Morte come conseguenza di altro reato. Questo il fascicolo di indagine aperto dalla procura di Roma, al momento contro ignoti, per cercare di far luce sulla morte del rapper Vittorio Bos Andrei, noto come 'Cranio Randagio'.

 

La mamma chiede la verità - Il 22enne, divenuto famoso dopo aver partecipato scorsa edizione di X-Factor, è deceduto a Roma nella notte tra venerdì e sabato in un appartamento in via Anneo Lucano, nel quartiere residenziale della Balduina, dove era andato per partecipare ad una festa. "Ci siamo ammazzati di canne" avrebbero ammesso i ragazzi presenti al party, ma nell’appartamento non sarebbero stati trovati né hashish né altre sostanze. Ed emerge anche un altro particolare: ci sarebbe un buco di un’ora tra il momento in cui il ragazzo viene trovato senza vita e il momento in cui vengono chiamati i soccorsi. Anche su questo punto potrà fare luce l’autopsia che verrà disposta nei prossimi giorni.

 

 

In uscita il primo album - Le rime di Cranio Randagio, che amava definirsi "pseudo rapper paranoico", avevano convinto lo scorso anno Mika a selezionarlo per la sua squadra nell'edizione numero 9 di X Factor. "Una vita finita troppo presto. Ricorderemo la sua grande voglia di fare musica e condividere quello che sentiva” è il messaggio affidato ai social dall’artista internazionale. Vittorio Andrei stava per pubblicare il suo primo album dopo aver ricevuto migliaia di commenti positivi su Facebook e YouTube per la sua esibizione al talent musicale di Sky.

 

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