Rilasciati i due pescherecci italiani bloccati in Egitto

Peschereccio in porto, foto d'archivio
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I due motopesca di Mazara del Vallo erano stati fermati e costretti ad attraccare al porto di Alessandria mentre si trovavano in acque internazionali

Si è conclusa positivamente la vicenda dei due pescherecci italiani, il "Giulia Pg" e il "Ghibli I" sequestrati, nella notte tra il 9 e il 10 novembre nel Mediterraneo e condotti al porto di Alessandria d'Egitto. Ad annunciare il loro rilascio è stato il presidente del Distretto pesca di Mazara del Vallo, Giovanni Tumbiolo, e i due armatori delle imbarcazioni.

Si trovavano in acque internazionali – I membri degli equipaggi all’interno dei due motopesca di Mazara del Vallo, che secondo le ricostruzioni si trovavano a 26 e 28 miglia dalla coste egiziane, in acque internazionali (quindi non sottoposte ad autorizzazioni o restrizioni) al momento del sequestro, erano complessivamente quattordici, in entrambi i casi quattro mazaresi e tre tunisini. Erano tutti in buone condizioni e, secondo la Guardia costiera, al momento dell'intervento della motovedetta egiziana non c'erano stati momenti di particolare tensione, a parte la comprensibile preoccupazione. 

Problemi già in passato - Entrambi i pescherecci, che nel 2008 hanno operato un difficile salvataggio di 650 migranti a bordo di due barconi a largo di Lampedusa, erano stati già protagonisti di altri sequestri o fermi. Giulia Pg nel 2012 era stata bloccata per oltre un mese dai miliziani di Bengasi in Libia. Mentre, l’anno precedente, Ghibli I, assieme ad altri quattro motopesca, era stato fermato in acque egiziane e rilasciato dopo tre giorni trascorsi ad Alessandria d'Egitto.

Scarsa pescosità motivo del sequestro - Subito dopo il sequestro Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo, aveva sottolineato che quanto accaduto era "il frutto della costrizione dei nostri pescatori a ricercare banchi di pesca lontani”. Una recriminazione a cui, dopo il rilascio, si è invece sostituita la sodisfazione per la rapida conclusione della vicenda: "Questa è la prova che quando ci si muove in armonia, e con compattezza, anche le situazioni più critiche si risolvono in tempi brevi e nel migliore dei modi", hanno infatti commentato il presidente del Distretto pesca di Mazara del Vallo, Giovanni Tumbiolo, e i due armatori delle navi coinvolte.

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