Gli immigrati in Italia? Sono più cristiani che musulmani

Papa Francesco a Lampedusa nel 2013 (Getty Images)
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Secondo i dati dal Centro studi sulle nuove religioni, solo il 32 per cento di coloro che arrivano nel nostro Paese sono islamici e, rispetto al 2015, sono in leggero calo. Tra le minoranze in crescita il buddismo 

La maggior parte dei migranti che arrivano in Italia non sono di religione musulmana ma cristiana. Emerge dalle tendenze registrate dal Centro studi sulle nuove religioni (Cesnur) di Torino, diretto da Massimo Introvigne. "L'islamizzazione da molti paventata non esiste – spiega il sociologo – piuttosto si registra una certa nuova cristianizzazione, perché tramite l'immigrazione la percentuale di cristiani in Italia è destinata a crescere". Secondo i dati i migranti musulmani sono il 32% del totale e segnano una leggera diminuzione rispetto al 32,2% del 2015.

 

Sempre più ortodossi - La ricerca del Cesnur distingue tra cittadini italiani con regolare passaporto e persone presenti sul territorio italiano, compresi gli stranieri e una stima dei clandestini. Di quelli arrivati in Italia nel 2016 la netta maggioranza (il 53,8%) è di fede cristiana. Una percentuale che ha permesso, per esempio, agli ortodossi provenienti dell'Europa dell'Est e dal Medio Oriente con circa 1 milione e 541mila fedeli di portarsi a ridosso dei musulmani che attualmente sono stimati intorno al milione e 609mila.

 

Primi i Testimoni di Geova - Dalla ricerca emerge che i cittadini italiani appartenenti a minoranze religiose sono 1.781.807, pari al 3,2% della popolazione, con una crescita dello 0,3% rispetto al 2015. La prima tra queste minoranze è quella dei Testimoni di Geova, che conta oltre 420mila fedeli. Seguono i musulmani (302mila) e gli ortodossi (212 mila). Tra i cristiani protestanti il primo gruppo è quello delle Assemblee di Dio, con circa 150mila fedeli. Se invece si considerano i residenti sul territorio non cattolici (circa 4 milioni e 120mila) la percentuale di appartenenti a minoranze religiose, secondo il Cesnur, sale intorno al 9,3%. Un dato in lieve crescita rispetto al 9,1% del 2015.

 

Aumentano i buddisti – Il segmento in più forte crescita per effetto di conversioni fra i cittadini italiani è quello dei fedeli che praticano il buddismo, in particolare quello della scuola laica giapponese Soka Gakkai, che conta 80 mila dei circa 150 mila credenti totali. Per quanto riguarda i cattolici, invece, cresce la percentuale di persone che frequentano le chiese perché - spiega Introvigne - i fedeli peruviani, africani o filippini hanno un'abitudine alla pratica religiosa molto più alta rispetto agli italiani.

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