Poste Italiane, il 4 novembre sciopero contro la privatizzazione

Un ufficio di Poste Italiane (Getty Images)
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Previste manifestazioni in Piazza Affari a Milano e davanti al Mef a Roma. I lavoratori chiedono anche la modifica del piano di riorganizzazione del recapito della corrispondenza, che starebbe creando disagi a dipendenti e cittadini

Uno sciopero generale dei lavoratori di Poste Italiane è stato indetto per l’intera giornata del 4 novembre dalle segreterie nazionali SlpCisl, SlcCgil, FailpCisal, ConfsalCom e UglCom. I sindacati aderenti, che contestano la crescente privatizzazione della società, hanno organizzato anche manifestazioni di protesta in ogni regione. A Roma è previsto un presidio davanti alla sede del ministero dell’Economia e delle Finanze, mentre a Milano la protesta si concretizzerà a Piazza Affari, di fronte alla sede della Borsa.

 

Le ragioni dello sciopero - La privatizzazione di Poste Italiane è il motivo principale dell’agitazione sindacale. Al momento il Governo ha sospeso l’attuazione del provvedimento che dovrebbe portare allacessione delle azioni societarie ai privati, ma il decreto non è stato ritirato. I sindacati di categoria temono dunque che la sospensione sia solo un modo per prendere tempo e tornare alla carica: “Sono a rischio almeno 20.000 posti di lavoro sia nel settore postale che nel finanziario" afferma la nota dei sindacati aderenti.

 

Si contesta inoltre la volontà del Consiglio dei Ministri di quotare in Borsa un ulteriore 29,7% (dopo il 30% di ottobre 2015) e del conferimento a Cassa Depositi e Prestiti del rimanente 35% del capitale, con l'uscita definitiva del ministero dell’Economia e delle Finanze dall'azionariato della società. Secondo le forze sindacali, una mossa che potrebbe avere lo scopo di "togliere dal mercato l'unico concorrente scomodo delle banche”, visto che Poste Italiane offre servizi di credito e legati al risparmio.

 

Chi sciopera chiede anche la modifica del piano di riorganizzazione del recapito della posta, che starebbe creando notevoli disagi sia ai dipendenti che ai cittadini e il rinnovo del contratto collettivo di lavoro, per il quale la trattativa è al momento in stallo. Le sigle sindacali denunciano anche carenza di personale, a cui si sopperisce con la chiusura degli uffici postali o con un uso eccessivo dei turni straordinari dei dipendenti.  

 

La Uil contraria - Non tutte le sigle sindacali hanno voluto aderire allo sciopero del 4 novembre. La Uilposte si è detta contraria. “Si tratta di un'inutile perdita economica per i lavoratori che non porterà nessun vantaggio reale”, ha dichiarato Renzo Nardi, il segretario regionale della Uilposte Toscana, invocando piuttosto la riapertura del tavolo delle trattative. 

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