Gli sfollati di Norcia: non andiamo via, dateci le tende

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Sono duemila i cittadini che chiedono sistemazioni sul luogo. Anche nelle Marche c’è chi vuole restare sul territorio: “Non deportiamo nessuno”, ha assicurato la giunta regionale. Renzi in Cdm: container entro Natale

A Norcia in tanti non vogliono andare via, nemmeno dopo la devastante scossa di terremoto che domenica 30 ottobre ha cambiato il volto di questo centro della Valnerina (LIVEBLOG FOTO VIDEO). Trasferirsi negli alberghi nella zona del Trasimeno? Non se ne parla proprio. Dateci delle tende", ripetono le persone rimaste qui. Nemmeno per i pochi giorni che chiedono Protezione civile, Comune e Regione per organizzare al meglio l'assistenza in vista di una stagione qui fatta di freddo e neve. Anche se il sindaco Nicola Alemanno assicura: "Norcia non muore. E' venuta giù la Casa di San Benedetto ma ora su di essa la città risorgerà”. “Non deportiamo nessuno e chi non accetta gli alberghi avrà altre soluzioni", assicura la presidente della Regione, Catiuscia Marini.

 

 

Qualcuno è già partito - La gente della città del patrono d'Europa per qualche giorno si divide. In 500 già domenica sera si sono trasferiti con gli autobus nelle strutture ricettive del lago. Altri 200 lo hanno fatto lunedì: "Ho due bambini piccoli, io vado. Per il lavoro farò avanti e indietro", dice uno dei giovani di Norcia. Qualche anziano andrà in strutture di accoglienza. Molti hanno raggiunto i parenti che abitano altrove, poi si vedrà.

 


 

 

“Non ci facciamo deportare”, in tanti chiedono tende per restare - Ma alcune migliaia di nursini hanno deciso di rimanere qui. Per evitare che passino un'altra notte in auto, sono state allestite tre grandi tende comuni in grado di ospitare circa 300 persone. Nei pressi della tensostruttura utilizzata come mensa è stato anche sistemato un autobus che potrà accogliere 50 sfollati. "Le tende (quelle messe dopo il 24 agosto - ndr) non dovevano essere smontate proprio", dicono in diversi. "Non sono più solo dei teli come una volta - afferma Adolfo, uno degli anziani del paese -, ma ambienti riscaldati e confortevoli". E poi ci sono gli animali da assistere e da portare fuori dalle stalle - spiegano gli allevatori - che spesso sono crollate o comunque sono state danneggiate dal sisma.  Tra la gente gli animi si scaldano e i toni salgono. "Non ci facciamo deportare", arriva a dire qualcuno. "Noi -  dicono -  abbiamo bisogno di tutto".

 



 

Renzi: container entro Natale -  Una protesta che non poteva rimanere inascoltata. "Non possiamo avere le tende per qualche mese in montagna, sotto la neve. Gli alberghi ci sono, per tutti", aveva scritto in mattinata il presidente del Consiglio. Inevitabile però cercare un compromesso, di fronte alla determinazione di una parte degli sfollati. E' la soluzione individuata dal Consiglio dei ministri straordinario allargato ai presidenti delle quattro regioni che dal 27 agosto scorso fanno i conti con il terremoto( Umbria, Marche,Lazio e Abruzzo), al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio e al Commissario per il sisma, Vasco Errani: ridurre al minimo il periodo per gli sfollati da trascorrere negli hotel, mettendo a disposizione container, che negli auspici del governo, potrebbero arrivare prima di Natale. E dove, chi ha perso la sua abitazione, resterebbe sino a quando non saranno pronte le casette di legno. Una novità decisa, dice esplicitamente Renzi, per "venire incontro ai cittadini".

 



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