Omicidio Lumarzo, ha confessato il nipote dell’uomo decapitato

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Claudio Borgarelli, in carcere dal 27 ottobre, ha ammesso di aver ucciso lo zio durante una discussione: “Mi ha insultato e sputato addosso e io non ho capito più nulla”

Claudio Borgarelli, l’infermiere 55enne accusato di aver ucciso e decapitato lo zio Albano Crocco l’11 ottobre nei boschi di Lumarzo, ha confessato in lacrime di aver compiuto l’omicidio: “Abbiamo discusso lungo il sentiero – ha detto l’uomo davanti al gip – lui mi ha insultato e sputato addosso e io non ho capito più nulla”.

 

Il movente – I due in passato avevano già violentemente litigato: Borgarelli voleva infatti impedire il passaggio con mezzi a motore per il sentiero che attraversa il suo terreno, e per questo aveva piantato alcuni paletti. Lo zio, però, li aveva più volte rimossi ignorando il divieto del nipote.

 

I dettagli della confessione - “Quella mattina ho aperto la porta e ho visto la macchina e i paletti divelti – ha raccontato Borgarelli – ho seguito mio zio e mi sono portato dietro la pistola perché temevo fosse armato anche lui. Dopo che abbiamo discusso, gli ho sparato due colpi e poi l’ho decapitato. Sono tornato a casa, ho messo la testa nel sacco e poi l’ho buttata”.

 

Il caso - Albano Crocco, pensionato di 68 anni, era stato ucciso l’11 ottobre nei boschi di Lumarzo, nell’entroterra genovese, mentre andava a funghi. L’autopsia ha chiarito che l’uomo è stato colpito con un'arma da fuoco e successivamente, quando era ancora vivo, decapitato con una lama molto affilata. Il nipote Claudio Borgarelli era stato arrestato il 27 ottobre perché sospettato dell’omicidio.

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