Sisma, “Provincia di Macerata in ginocchio”. Scossa del 4.2 a Norcia

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La terra trema ancora nel Perugino. Nessun nuovo danno. Intanto sono 5000 gli sfollati

"La situazione ogni ora che passa è sempre più grave. Una parte della provincia di Macerata che il sisma del 24 agosto aveva già provato, ora è in ginocchio, più di ogni altra volta". A dirlo l'assessore regionale delle Marche alla Protezione civile Angelo Sciapichetti secondo cui la priorità, adesso, dopo la nuova ondata di scosse del 26 ottobre (VIDEO - FOTO), e "la cosa più delicata", è convincere la popolazione a "lasciare momentaneamente il territorio, perché con il freddo non possiamo allestire tende, e per le casette ci vogliono i tempi tecnici". Intanto la terra continua a tremare. Una nuova scossa, di magnitudo 4.2, è stata registrata a 2 km da Norcia. Al centralino dei vigili non sono stati segnalati problemi particolari e non sono arrivate telefonate da parte dei cittadini, per richieste di aiuto o anche solo per ricevere informazioni.

 

 

Assessore: "Stupefatti dalla dignità di queste persone"  - Secondo l'assessore regionale, il timore della popolazione è "di non tornare più", invece "dobbiamo rassicurarla, perché che ritornerà è fuori discussione, ma bisogna convincere le persone a fare questo passo, ad allontanarsi momentaneamente", per andare in albergo. Parlando dei terremotati l'assessore aggiunge: "Siamo stupefatti della dignità di questa gente. Gente testarda, che non vuole andarsene, che magari preferisce dormire in auto piuttosto che andare in albergo, è vero, ma che ha una grandissima dignità".

 

Alfano: "Nessuno dovrà lasciare la propria comunità" - A rassicurare i terremotati prova anche il ministro degli Interni Angelino Alfano che da Palermo ricorda che "nessuno deve andar via dai luoghi di origine, dalla propria patria e dalla propria comunità". Quello che bisogna fare, spiega, è "dare una risposta abitativa a tutti soprattutto in vista dell'avvicinarsi dell'inverno".

 

Temperature vicino allo zero - Ai disagi degli sfollati infatti in questi giorni si aggiunge anche il freddo. Nella notte la temperatura è scesa di molto arrivando a toccare i 2 gradi, acuendo così le difficoltà di chi non vuole lasciare questi posti e trova quindi riparo nelle auto oppure sistemata in tenda. Già nel corso della giornata di venerdì il forte vento di tramontana aveva messo in difficoltà gli sfollati, in particolare le persone anziane. Un vento che ha soffiato a lungo e intirizzito le persone. Gli spazi di ricovero sono limitati e dunque in tanti erano fuori, all'aperto. Da queste parti il clima diventa più rigido prima che altrove nella zona umbro-marchigiana, e in inverno capita anche che si arrivi a -15. Diventa quindi estremamente problematico, se non impensabile, restare qui con un riparo precario.

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