Milano, l’incendio in via Adriano per “dare una lezione agli abusivi”

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Dieci persone sono state denunciate con l'accusa di aver appiccato il fuoco, lo scorso 4 settembre, a un palazzo. Incensurati e residenti nella zona, si sarebbero "fatti giustizia" per i presunti episodi di criminalità compiuti dagli occupanti dello stabile

Dieci persone sono state denunciate a Milano per l'incendio appiccato in un edificio lo scorso 4 settembre: lo stabile, occupato abitualmente da alcune persone senza fissa dimora (soprattutto stranieri), era considerato da alcuni abitanti della zona un centro di degrado collegato ad alcuni episodi di criminalità.

Quanto successo nello stabile di via Adriano (nord-est di Milano), secondo gli inquirenti, sarebbe infatti da attribuire a un episodio di "giustizia fai-da-te" scaturito da una spontanea adesione dei dieci indagati, nove italiani e un sudamericano, tutti incensurati e residenti nel quartiere. La dinamica è emersa dalle indagini condotte dalla Digos, che ha già proceduto alla perquisizione delle abitazioni degli indagati, accusati di incendio doloso e detenzione illecita di materiale esplodente.

 

 

Ecco cosa sarebbe successo- Il rogo sarebbe nato, da quanto si apprende, a seguito di uno scippo ai danni della moglie di uno dei dieci indagati. Qualche giorno prima, sembra che due cittadini extracomunitari avessero infatti strappato la borsa alla donna, residente nel quartiere, per poi nascondersi nel palazzo diventato rifugio di senzatetto.

Il gruppo di residenti - questo quelle che avrebbe raccontato uno dei denunciati - avrebbe così deciso di incendiare gli effetti personali, le brande e i materassi degli abitanti dello stabile. Tra i dieci indagati, tutti di età compresa fra i trenta e i cinquanta anni, due dipendenti di un bar della zona, un disoccupato, un operaio, un fruttivendolo, un impiegato, un tassista, un camionista e un finanziere.

Le testimonianze di alcuni cittadini che avevano allertato il Nue e le immagini estrapolate dalle telecamere municipali sono stati determinananti per le indagini.

 

 

La polemica politica - Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Riccardo De Corato (Fratelli d'Italia): "Premesso che la giustizia fai da te non risolve i problemi", ha dichiarato il consigliere, "quello che è successo in via Adriano deve far capire al Comune a che punto è arrivata l'esasperazione delle periferie".

"Azioni come quella che è avvenuta in via Adriano sono inaccettabili, fatte da chiunque e non esistono motivazioni o scuse accettabili. Detto questo io credo che l'esasperazione sia stata montata da alcuni soggetti del centrodestra che pensano che una città si possa amministrare creando paure e odi" la replica dell'assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Carmela Rozza.

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