Sisma, l’Infinito di Leopardi è a Visso: integro dopo il terremoto

(Immagine d'archivio di un manoscritto di Giacomo Leopardi, Ansa)
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L’opera del poeta di Recanati, insieme ad altri 26 testi, è conservato al Palazzo dei Governatori della città. I manoscritti, che fortunatamente non hanno subito danni, saranno trasferiti a Bologna per garantirne l’integrità

Sono sopravvissuti intatti alle scosse nonostante il Palazzo dei Governatori a Visso, una delle zone maggiormente colpite dal sisma del 26 ottobre, fosse stato già danneggiato dal terremoto del 24 agosto scorso. Ventisette i manoscritti di Giacomo Leopardi che, fortunatamente, non hanno subito danni. Tra questi c’è anche la versione originale de L’Infinito e de La sera del giorno festivo, oltre a sei idilli, cinque sonetti, l’epistola al Conte Carlo Tiepoli e quattordici lettere scritte tra il 1825 e il 1831. 

 

Le opere andranno a Bologna - I manoscritti saranno trasferiti nella città di Bologna per essere conservati senza ulteriori rischi. Lo ha annunciato il sindaco Virginio Merola, che ha spiegato come “con il sindaco di Visso, Macerata, abbiamo già un rapporto. Ospiteremo i manoscritti di Leopardi qui a Bologna e attorno a questo daremo tutta la solidarietà che come cittadini sapremo dare”.

 

La storia – I testi di Giacomo Leopardi appartengono al comune di Visso dal 24 marzo del 1868. Il precedente proprietario, Prospero Viani, era il preside del Liceo Galvani di Bologna: a causa delle difficoltà economiche, cedette i 27 manoscritti al sindaco della città Gaola Antinori per quattrocento lire. Da allora le opere sono conservate nel Palazzo dei Governatori.

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