Legionella a Parma, la situazione migliora: nessun nuovo caso

Continuano le verifiche sui casi di legionella verificatisi negli ultimi giorni a Parma (Getty Images)
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Dal 4 ottobre non sono stati registrati nuovi episodi. Intanto i risultati delle prime analisi rivelano la presenza del batterio nella torre di evaporazione dell’impianto del centro contabile di Banca Intesa

Sembra essersi arrestata l’epidemia di legionella che ha colpito Parma. Dal 4 ottobre, ha fatto sapere l’Ausl parmigiana, non si segnalano nuovi pazienti con i sintomi della malattia. I contagiati, per il momento, sono così fermi a 38. “Si conferma quindi – si legge nel comunicato della Ausl datato domenica 9 ottobre - il miglioramento della situazione nel suo complesso”. Dopo le dimissioni di un paziente nella giornata di domenica, al momento sono dunque 15 le persone ricoverate per polmonite da legionella all’ospedale Maggiore di Parma. Di queste 11 registrano miglioramenti e 4 sono stabili.

 

Batterio trovato nella torre di Banca Intesa - Intanto arrivano i primi risultati delle analisi dei campionamenti effettuati per scoprire le ragioni della diffusione dell’epidemia. In un’altra nota emessa dall’Ausl si legge che nell'impianto del centro contabile di Banca Intesa è stato riscontrata la presenza del batterio legionella. I risultati, però, potranno essere confermati o smentiti solo dall’esito di esami più approfonditi che verranno svolti nei prossimi giorni. Nella nota viene specificato anche che “le indagini ambientali hanno interessato anche le torri di evaporazione di alcuni grandi insediamenti, sia nella zona Montebello che in altri quartieri della città”. Il sindaco Pizzarotti nei giorni scorsi aveva dichiarato che, a tale proposito, la giunta stava valutando la possibilità di emettere un'ordinanza per il censimento e la bonifica delle torri “anche indipendentemente dal riscontro della presenza della legionella”.

 

L’acqua è sicura – Già nei giorni scorsi era stata eliminata l’ipotesi che l’epidemia fosse stata veicolata tramite la rete idrica cittadina, considerata fin dai primi momenti la principale indiziata. La legionellosi, infatti, è un’infezione che colpisce l’apparato respiratorio ed è causata dal batterio Legionella pneumophila, che spesso si può trovare in ambienti idrici artificiali come serbatoi d'acqua, piscine o impianti di condizionamento. Intanto le indagini della Magistratura vanno avanti a seguito dell’apertura del fascicolo contro ignoti che ipotizza i reati di omicidio colposo, lesioni ed epidemia colpose.

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