Il sindaco di Trieste fa rimuovere lo striscione per Regeni

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Per il primo cittadino Dipiazza "la verità va cercata in termini concreti" e "il Pd fa sciacallaggio politico". Amnesty International: "Un atto fuori luogo". Il quotidiano Il Piccolo si schiera apertamente contro la scelta del Comune: “E’ come arrendersi e scegliere di dimenticare"

La decisione sta facendo discutere e le polemiche sembrano destinate a non placarsi. Il sindaco di Triste, Roberto Dipiazza, ha dato disposizione di togliere lo striscione con la scritta "Verità per Giulio Regeni" dalla facciata del Municipio. La scelta del primo cittadino anticipa la risposta del Consiglio comunale chiamato, qualche giorno fa, a discutere la mozione presentata dai capigruppo della maggioranza di centrodestra secondo la quale “è opportuno che la permanenza sulla facciata del Palazzo municipale abbia una tempistica contenuta“.

 

Critiche anche dal Piccolo – Proprio oggi, prima della decisione di Dipiazza, il quotidiano di Trieste Il Piccolo era uscito in edicola con una doppia prima pagina, occupata dalla scritta "Verità per Giulio Regeni", in aperto dissenso con la mozione della maggioranza comunale. Il punto, spiega il direttore Enzo D'Antona nel suo editoriale, non è tanto per quanto tempo il manifesto debba restare sulla facciata del Palazzo comunale. La questione, aggiunge, “è che caso Regeni è ancora una ferita aperta nel cuore d'Italia", e "sarebbe come voler abbandonare una battaglia ancora in corso. Come arrendersi e scegliere di dimenticare".

Per Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, la scelta del sindaco è “un atto intempestivo e fuori luogo, che mostra una grave mancanza di sensibilità”.

 

 

La risposta di Dipiazza – In una nota, però, il sindaco di Trieste motiva la sua scelta affermando che la verità va cercata “in termini concreti e non attraverso striscioni che dopo aver lanciato un giusto messaggio, rischiano di diventare solo un simbolo per lavarsi la coscienza di fronte alla situazione di stallo in cui è piombata la diplomazia sul caso”.

"Ritengo opportuno - prosegue Dipiazza - non alimentare queste bassezze politiche attraverso l'esposizione di uno striscione che, purtroppo, grazie alle strumentalizzazioni del Pd, rischia solo di essere politicizzato. Tale atteggiamento strumentale lo abbiamo già visto in occasione della decisione da noi presa sulla difesa della famiglia (la decisione di togliere dalle scuole il "Gioco del rispetto" accusato di essere a favore della propaganda gender, ndr)".

 

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