Legionella, secondo decesso a Parma: indagine per omicidio colposo

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I casi accertati sono 31, ancora sconosciute le cause. Aperta un'inchiesta, il sindaco Federico Pizzarotti convoca un'assemblea

A Parma è allerta dopo il secondo decesso in pochi giorni legato alla legionella. Colpita una donna di 77 anni, mentre i casi registrati in città salgono a 31, quasi tutti nello stesso quartiere. La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti.

 

Secondo caso in tre giorni – La 77enne è morta martedì pomeriggio all'ospedale Maggiore, dove era stata ricoverata con gravi difficoltà respiratorie e febbre alta. Il decesso arriva a soli tre giorni da quello di una 86enne. Per entrambe le donne, il bollettino medico fornisce la stessa diagnosi: legionellosi. Tutte e due avevano patologie pregresse. L'azienda ospedaliera fa sapere che il numero totale dei casi è salito a 31, e che le persone ricoverate per polmonite da legionella sono 16, due delle quali in condizioni serie.

 

Aperta un'inchiesta - La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti, ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni ed epidemia colpose. Intanto si attendono i risultati dell'unità di crisi della Regione Emilia-Romagna che dovrebbe rendere noti i dati del monitoraggio effettuato dall'Arpa in diversi punti dell'acquedotto di Parma. Solo dopo questa verifica sarà possibile avanzare le prime ipotesi sulle cause del contagio. Il Dipartimento di sanità pubblica dell'Azienda Usl cittadina ha avviato un'indagine epidemiologica e una ambientale, per individuare le possibili fonti di esposizione.

 

Analisi dell'acqua - Sono in corso prelievi di campioni di acqua per la ricerca del batterio. Sotto esame le condotte d'acqua delle persone positive, la rete di distribuzione idro-potabile, degli impianti di irrigazione e delle torri di raffreddamento, all'interno e all'esterno della zona urbana interessata. Al momento i primi risultati relativi ai campioni raccolti sono però negativi. D'intesa con il Comune, sono stati già adottati alcuni provvedimenti cautelativi sulla rete idro-potabile, sull'utilizzo di impianti irrigui, sul funzionamento di torri evaporative.

 

Rischio psicosi nel quartiere colpito – Quasi tutte le persone colpite risiedono in una zona ben definita della città, Montebello, e la maggiore indiziata come fonte del contagio resta proprio la rete idrica comunale. Nelle scuole del quartiere è stata sospesa l’acqua in caraffa in via precauzionale. “Il gestore Iren (l'azienda che amministra la rete, ndr) ha provveduto ad aumentare le dosi di cloro nei pozzi che servono l’area colpita”, ha spiegato il sindaco Federico Pizzarotti, che ha nel frattempo convocato una assemblea pubblica per spiegare ai cittadini la situazione.

 

Cos'è la legionellosi? – Detta anche malattia del legionario, è un’infezione che colpisce l’apparato respiratorio. A causarla un batterio chiamato legionella pneumophila, che si trova prevalentemente in ambienti idrici artificiali, come i serbatoi d'acqua, le piscine o gli impianti di condizionamento. Il contagio avviene per inalazione dell'acqua infetta, e la malattia – che colpisce soprattutto persone con scarse difese immunitarie – dà sintomi quali febbre, brividi, dolore al torace e malessere generale. Tra le precauzioni da osservare, è consigliato far scorrere l’acqua per qualche minuto prima di utilizzarla, mantenendosi a distanza, e pulire accuratamente i filtri dei rubinetti.

Data ultima modifica 05 ottobre 2016 ore 20:07

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