Tre anni fa la strage di Lampedusa: Italia ricorda le vittime del mare

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Celebrata la prima Giornata nazionale in memoria dei migranti che perdono la vita nei tanti naufragi. Quel 3 ottobre del 2013 furono più di 386 i profughi morti nel Canale di Sicilia. Unhcr: "Il 2016 rischia di essere l'anno più letale"

L'Italia celebra la Prima Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione nell'anniversario di quel 3 ottobre di tre anni fa in cui si consumò nel Canale di Sicilia, al largo di Lampedusa, una delle più gravi stragi di migranti. Furono 386 le persone che morirono su una 'carretta' del mare (LO SPECIALE).

 

Sull'isola 200 studenti da tutta Italia - Tante le iniziative previste.  In Senato la giornata viene ricordata nel corso di un incontro alla presenza del presidente Piero Grasso. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano è invece a Lampedusa, dove ha partecipato alla cerimonia di deposizione della corona in mare nel punto della tragedia. Sull’isola anche più di 200 studenti da tutta Italia e dall'Europa, accompagnati dai loro insegnanti, arrivati per confrontarsi concretamente sui temi dell'immigrazione e dell'integrazione nel progetto "L'Europa inizia a Lampedusa", promosso dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre.

 

 

Il sindaco Nicolini: "Servono ingressi legali e sicuri" - "Oggi ricordiamo questo giorno. Il Consiglio d'Europa lo farà anche. La strada è una sola: ingressi sicuri e legali e nuove politiche di immigrazione in un'ottica di solidarietà" ha detto il sindaco Giusi Nicolini. 

 

Alfano: "Ue davanti a un bivio" - "E' un fatto che quella che ricordiamo oggi, fino a tre anni fa era una tragedia italiana, adesso è una giornata europea" ha detto anche il ministro Alfano. "L'Ue - ha continuato -  è davanti a un bivio decisivo: o ci si salva tutti, rispettando le regole, oppure sarà un fallimento. Ma ad oggi non tutti gli Stati che hanno sottoscritto i patti per ricollocare i profughi li stanno rispettando, e questo è grave".

 

Boldrini: "Tutti i paesi europei condividano la responsabilità" - "Il ricordo serve ma non basta, quando i numeri continuano ad essere quelli di una strage" ha detto la presidente della Camera Laura Boldini. "Nel Mediterraneo - continua - si muore più di prima: quest'anno già 3500 vittime, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2015". "L'Italia - spiega - continua a prodigarsi in una straordinaria azione di soccorso, ma l'accoglienza non può coinvolgere soltanto un esiguo numero di Paesi europei. C'è bisogno che tutti gli Stati dell'Unione condividano la propria quota di responsabilità, come condividono le risorse che dall'Ue arrivano".

 

Unhcr: "Il 2016 l'anno più letale" - Proprio oggi inoltre l'Unhcr denuncia che il 2016 è destinato a essere l'anno più letale del Mediterraneo. solo quest'anno, sono 3.498 le persone che in questo mare hanno perso la vita nel disperato tentativo di trovare salvezza in Europa", dice Carlotta Sami, portavoce dell'organizzazione delle Nazioni Unite. Quest'anno hanno attraversato il mar Mediterraneo oltre 300.000 persone, il 28% sono bambini, molti non accompagnati o separati dalle loro famiglie. Alternative legali e sicure esistono, conclude Sami, e vanno sviluppate: ricongiungimento familiare, reinsediamento, corridoi umanitari, visti per motivi di studio o lavoro: "Possibilita' concrete affinche' le persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni, possano arrivare in un luogo sicuro senza dover intraprendere viaggi pericolosissimi rischiando la vita, ancora una volta". 

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