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Risultano ora definitivamente acquisiti allo stato sei società e diversi immobili di Francesco Grassia, considerato membro attivo della cosca dei Zagaria fin dagli anni '90

Diventa effettivo il sequestro di beni e società per 11 milioni di euro nei confronti dell'imprenditore 71enne Francesco Grassia, accusato di essere membro della cosca cammorristica dei Zagaria. La Dia di Napoli sta ultimando l'esecuzione di un decreto di confisca beni emesso dal tribunale casertano di Santa Maria Capua Vetere ai danni dell'imprenditore edile di Aversa, Grassia, imprenditore attivo nell'edilizia, nel giugno del 2000 fu arrestato e gli fu contestato il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso insieme ad elementi di spicco del clan dei Casalesi Vincenzo Zagaria, Francesco Biondino e Dario De Simone. Nel 2005 furono sequestrati i beni che oggi passano definitivamente nelle proprietà dello stato. Le indagini, anche con contributi di diversi pentiti, lo indicavano come elemento organico alla cosca, gruppo Zagaria, che aveva il compito di fornire appoggio logistico agli affiliati, di nascondere armi, di riscuotere i proventi delle estorsioni e di reinvestirli in attività per conto del clan.

 

Grassia attivo fin dagli anni '90 - Negli anni '90 fu protagonista con una sua società dell'acquisto di un complesso immobiliare, l'ex fabbrica Della Volpe ad Aversa, a un prezzo nettamente inferiore al valore di mercato, per gli inquirenti proprio in forza della capacità di intimidazione derivante dall'appartenenza ai Casalesi. Nel 1994 Grassia attua una estorsione ai danni di un imprenditore edile del Casertano, impegnato nella costruzione di un istituto scolastico ad Aversa, costretto a versare, per la protezione del suo cantiere, 60 milioni di lire. Il pentito Dario De Simone, elemento apicale del clan all'epoca dei fatti, descrive il ruolo di Grassia di imprenditore organico al sodalizio criminale, pienamente disponibile verso l'organizzazione in cambio dell'esclusiva per la costruzione dei capannoni nell'area industriale di Teverola. L'imprenditore, insieme ad altri appartenenti all'organizzazione criminale, ha anche importato armi dall'ex Jugoslavia di vario tipo, da fucili a pompa a bombe a mano e mitragliatori. 

 

Sequestrate sei società e alcuni immobili - Risultano ora definitivamente acquisiti allo stato il capitale sociale e il patrimonio aziendale di sei società riconducibili a Grassia, tra cui alcune aziende attive nella produzione e costruzione di natanti da diporto, un immobile ad Aversa, un fabbricato e un immobile a Teverola e un impianto fotovoltaico che fornisce energia elettrica con regolare contratto a una impresa di distribuzione, realizzato sul lastrico solare di un capannone nella zona ASI di Teverola dell'estensione di oltre 15.000 mq, al momento in fitto a una ditta estranea ai fatti. 

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