Garlasco, 2 anni e mezzo al maresciallo che indagò sulla bicicletta

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Nel processo di primo grado, testimoniò il falso sulle ragioni per le quali non sequestrò la bici nera da donna di proprietà della famiglia di Alberto Stasi. Secondo l’accusa influenzò l’esito del processo

Due anni e mezzo di reclusione e i danni da pagare ai famigliari di Chiara Poggi, con una provvisionale di 10 mila euro. E' la condanna per falsa testimonianza inflitta all'ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto, che nel 2007 comandava la stazione dei carabinieri di Garlasco.

 

 

 

 

 

La bicicletta nera – Marchetto, 55 anni e oggi in pensione, ha mentito durante il processo di primo grado sulla questione della bicicletta nera da donna in possesso della famiglia di Alberto Stasi. Per giustificare la decisione di non sequestrarla, disse di avere assistito personalmente alla deposizione della testimone che l'aveva vista davanti alla villa del delitto e di essere pertanto sicuro che non somigliasse a quella custodita nell'officina del papà di Alberto.

 

Prova chiave  -  Nel 2014, invece, fu dimostrato che a quella biciletta nera furono sostituiti i pedali per eliminare eventuali tracce biologiche (qui la ricostruzione del caso della bici nera).

 

Influenzò l’esito del processo -  Secondo l’accusa, dichiarando il falso al giudice che lo interrogava, l'ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto avrebbe sviato il processo contro Alberto Stasi per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Anche per questo motivo l'imputato avrebbe incassato una doppia assoluzione, cancellata poi dalla Cassazione, che ordinò un processo bis. Si arrivò così lo scorso 12 dicembre alla condanna a 16 anni, che Stasi sta attualmente scontando in carcere.

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