Il suicidio di Tiziana, sequestrati pc e telefoni dell'ex fidanzato

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La procura di Napoli indaga per istigazione al suicidio, in un fascicolo che procede parallelamente a quello aperto nel 2015 per diffamazione e che vede 4 persone indagate

"Questa gogna mediatica alla quale, ora per ora, sono sottoposta mi sta avvicinando al suicidio". Con queste parole - riportate in una querela del 2015 - Tiziana, la ragazza di 31 anni che si è uccisa nei giorni scorsi nel Napoletano dopo la diffusione di video hard che la riguardavano, aveva provato a fermare a far sentire la sua voce. Purtroppo non è bastato a salvarle la vita.
L’indagine avviata dalla procura di Napoli, che indaga per istigazione al suicidio, va avanti e prosegue parallelamente a quella avviata un anno fa per diffamazione e che vede 4 persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratta di coloro ai quali la giovane diede i video e che furono da lei querelati.

Sequestrati pc e telefoni all'ex fidanzato - I carabinieri intanto hanno sequestrato pc, tablet e alcuni telefonini dell'ex fidanzato. L’uomo non è indagato, ma - come riporta anche il Corriere del Sera - “questo non impedisce agli investigatori di verificare se qualcuno di quei video fosse stato archiviato anche da lui, ed eventualmente se fosse stato in qualche modo anche veicolato”.

La querela del 2015 - Nella querela presentata nel 2015 Tiziana dice ancora: "E' vero che sono stata una sprovveduta a fare giochetti stupidi con persone a me sconosciute, ma è anche vero che quanto sta adesso accadendo - riferendosi sempre ai video hard - mi avvicina in maniera veloce a istinti di suicidio. Questa gogna provoca danni incalcolabili in me, pregiudica in maniera assoluta e irreparabile il mio futuro di ragazza di 30 anni". 

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