L'usura colpisce 3 mln di famiglie. Parma la provincia più a rischio

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Secondo un rapporto dell'Eurispes è un business di oltre 81 miliardi di euro annui che interessa anche le regioni settentrionali. La Consulta nazionale antiusura esprime “perplessità” nell’indagine per mancanza di “metodologia scientifica”

Il business annuo è di quasi 81  miliardi di euro; le vittime presunte sono tre milioni di famiglie e un'azienda su dieci nei settori dell'agricoltura, del commercio e dei servizi. Sono i numeri dell'usura secondo le stime dell'Eurispes che, incrociando una serie di dati, segnala come ormai il fenomeno non riguarda più solo le regioni meridionali, ma interessa ormai anche il centro e il nord, tanto che la provincia più a rischio è Parma, seguita da Crotone, Siracusa e Foggia. Nei ruoli dei carnefici inoltre non figurano più soltanto le organizzazioni criminali, mafia in testa, ma anche una serie di "insospettabili" che hanno approfittato della crisi per arricchirsi a scapito di chi è finito con l'acqua alla gola.

 

Il 12% delle famiglie si è rivolto a usurai - Secondo le rilevazioni Eurispes, in media negli ultimi due anni circa il 12% delle famiglie (su un totale di 24,6 milioni) si è rivolto a soggetti privati (non parenti o amici) per ottenere un  prestito, non potendolo ottenere dal sistema bancario. Si è quindi ipotizzato che il prestito ammonti, in media, a 10.000 euro (richiesti anche in diverse occasioni), per una cifra di 30 miliardi di euro per 3 milioni di nuclei famigliari in difficoltà.

 

In media chiesto un tasso del 120% annuo - Per quanto riguarda le imprese, si è stimato che il 10% delle circa 750.000 aziende agricole attive in Italia nel 2015 abbia avuto la  necessità di richiedere denaro ad usurai. E che la somma media  richiesta ammonti a 30.000 euro per un totale annuo di 2.250.000.000 euro. Per le aziende del commercio e dei servizi (3,3 milioni attive), si  stima, approssimando verso il basso, che una su 10 si sia rivolta agli usurai, con una cifra media di 15.000 euro in prestito per circa 5  miliardi di euro complessivi. Il capitale prestato si aggirerebbe  dunque sui 37,25 miliardi di euro. A questo dato va aggiunto un  interesse medio sui prestiti del 10% al mese, ossia del 120% annuo  (anche se è noto che generalmente i tassi sono ben più elevati), per  un capitale restituito che aggiunge altri 44,7 miliardi di interesse  ai 37,25 prestati, per un totale di 81,95 miliardi di euro. 

 

Nella fascia di rischio anche province del nord, come Aosta e Biella - Le regioni a maggior rischio usura sono quelle  meridionali e insulari, ma il fenomeno sembra propagarsi, su scala  geografica, anche nel Centro Italia, attestandosi su di un livello di  rischio medio-alto. Crotone (96,8), Siracusa (91,9), Foggia (86,1),  Trapani (85,6), Vibo Valentia (82,1) e Palermo (81,9) rientrano nel  novero delle prime sette Province ad alto rischio usura. In termini assoluti, però, la provincia più esposta risulta essere  Parma (100,0). Questo risultato, spiega l'Eurispes, può dipendere sia  dall'eccezionalità di accadimenti specifici sia, in termini generali,  dal perdurare dello stato di sofferenza del tessuto produttivo e  sociale locale a partire dall'inizio della crisi nel 2008. Tale  interpretazione è sostenuta dalla presenza di altre province  centro-settentrionali nella fascia di rischio denominata medio-alta,  quali, ad esempio, Aosta (61,6), Imperia (52,7) e Biella (50,3).

 

Per la criminalità è uno strumento per radicarsi sul territorio - "Le organizzazioni criminali - spiega Gian Maria Fara, presidente  dell'Eurispes - hanno ben compreso che l'usura rappresenta un metodo  di straordinaria efficacia da un lato per riciclare denaro sporco e ottenere facilmente ingenti guadagni, dall'altro per impossessarsi di quelle imprese e attività che non sono in grado di far fronte ai debiti contratti, divenendo dapprima soci e in seguito veri e propri proprietari. Tutto questo con rischi più contenuti rispetto a quelli  connessi ad altre attività illecite come ad esempio il traffico di  stupefacenti". Prosegue Fara: "la mafia seleziona le sue attività privilegiando  quelle che consentono il massimo vantaggio col minor rischio e tra  queste vi è certamente l'usura, attraverso la quale si perpetua un  sistema di radicamento sui territori e di assoggettamento silenzioso  quanto efficace". La figura dell'usuraio, chiarisce il presidente  dell'Eurispes, "non è rintracciabile solo tra criminali e mafiosi, ma  è presente anche tra gli "insospettabili": negozianti,  commercialisti, avvocati, dipendenti pubblici, che hanno sfruttato il  lungo periodo di crisi economica e l'indebitamento di famiglie,  commercianti ed imprenditori per arricchirsi, forti delle crescenti  difficoltà di accesso al credito bancario. Ed è nata una nuova figura: quella dell'usuraio della stanza accanto". 

 

Consulta critica Eurispes, manca metodo scientifico  - La Consulta nazionale antiusura ha espresso però “perplessità” nell’indagine per mancanza di “metodologia scientifica”. "Non sorprende" l'allarme rilanciato dal rapporto Eurispes sull'usura in Italia, ma desta "non poche perplessità la classifica delle province italiane colpite dall'usura realizzata senza certificata metodologia scientifica".

 "La preoccupazione della Consulta - viene rilevato - è che la distribuzione territoriale del fenomeno raccontata da Eurispes senza un solido fondamento scientifico possa determinare delle distorsioni in sede di scelte istituzionali connesse all'assegnazione dei fondi alle regioni in favore delle vittime dell'usura".  

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