Terremoto, i funerali ad Amatrice dopo le proteste. 292 i morti

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Renzi ha annunciato il passo indietro con un tweet dopo che i parenti delle vittime si erano opposti alla decisione della prefettura di tenere le esequie a Rieti: faremo come “chiedono il sindaco e la comunità locale”

“E’ gente nostra. E’ gente di Amatrice. I nostri morti devono stare qua”. Mentre l'ultimo bilancio delle vittime sale a 292, nella zona del cratere va in scena un'aspra protesta contro la decisione della Protezione civile di spostare i funerali a Rieti a causa del maltempo che incombe e per gli attuali problemi di viabilità delle zone terremotate. Una protesta dura, ma dettata dal dolore, e che non è rimasta inascoltata. Nel pomeriggio di lunedì, infatti, è intervenuto il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha annunciato: “Le esequie si terranno ad Amatrice”.

 

 

La protesta – Ad opporsi ai funerali a Rieti erano stati coloro che la notte del 24 agosto hanno perso mogli, mariti, fratelli, genitori, figli, nipoti: "Noi a Rieti non ci veniamo, ridateci i nostri morti” e ancora: “Ci sentiamo presi in giro, noi non vogliamo passerelle”.

 

 

Anche don Fabio aveva atto sentire la sua voce: “Io non vado a Rieti a celebrare” erano state le sue parole. E ancora più duro era stato il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi: "Io ho espresso la mia totale avversione ma più di questo cosa devo fare? Io avevo presentato l'opzione di spostarlo di qualche giorno se c'erano motivi legati alla viabilità. Questo non è un problema che si è creato ieri.  Oggi io chiedo al prefetto che tenga conto del dolore della mia  comunità, della famiglia di questo paese. Occorre fare uno sforzo e dare una prova che lo Stato è al servizio dei cittadini e non che i  cittadini sono sempre al servizio dello Stato".

 

Mancano ancora dei dispersi – Intanto, con il recupero dei corpi di due persone sotto le macerie dell'Hotel Roma, il numero totale delle vittime è attestato a 292. Ci sono ancora dei dispersi, però, circa una decina. E sono circa 2500 le persone rimaste senza un tetto.

 

Due inchieste - Sul fronte delle inchieste, invece, si indaga sul crollo della scuola di Amatrice, ma l'impresa che ha eseguito i lavori si difende: “Le ali su cui siamo intervenuti sono le uniche rimaste in piedi” fanno sapere. Ed è stato aperto anche un fascicolo sul campanile di Accumoli: i soldi stanziati per consolidarlo sarebbero stati usati per migliorie alla chiesa. Le foto:

 

 

 

Sciacalli - Intanto, i carabinieri, hanno fermato altre due persone con l’accusa di sciacallaggio: nel corso della perquisizione dell'auto, gli agenti hanno trovato capi di abbigliamento, oggetti domestici, banconote per oltre 300 euro, una pistola giocattolo sprovvista del tappo rosso e alcuni arnesi da scasso.

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