Terremoto, procuratore Roberti: "Non si ripeterà scandalo Irpinia"

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I rischi di infiltrazione criminale nella ricostruzione "sono sempre alti" ma "siamo pronti" assicura il capo dell'Antimafia. Il presidente dell'Anac Cantone a Sky TG24: "Lavorare sulla programmazione". FOTO - VIDEO - DIRETTA

Anche se i rischi di infiltrazione criminale “sono sempre alti” nella ricostruzione post-sisma nel Centro Italia "non si ripeterà lo scandalo dell'Irpinia". Lo assicura, in un’intervista a La Repubblica,  il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.  "La ricostruzione post terremoto è storicamente il boccone ghiotto di consorterie criminali e comitati d'affari collusi – spiega Roberti - però va detto che abbiamo alle spalle gruppi di contrasto consolidati, esperienza, attività importanti. E abbiamo il modello dell'Aquila, che ha funzionato. Siamo pronti".

 

Roberti: "Troppi edifici sbriciolati" - Roberti, giudice istruttore a Sant'Angelo dei Lombardi all'epoca del terremoto dell'Irpinia del 1980, ricorda come "dietro quelle migliaia di morti c'erano la selvaggia cementificazione e gli affari dei clan”. "Senza voler minimamente affrettare giudizi, vedo che anche qui nel 2016 sono tanti gli edifici sbriciolati, anche pubblici. Troppi. L'esperienza e le acquisizioni scientifiche e giudiziarie ci dicono che se una casa è costruita bene, se sono state rispettate le norme antisismiche, di fronte a un evento drammatico quel corpo di fabbrica può lesionarsi, incrinarsi, ma non può polverizzarsi e implodere. Ecco perché, senza azzardare previsioni, immagino ci sia molto da approfondire".

 

Cantone: "Fare chiarezza su appalto scuola" - Dello stesso avviso il presidente dell'Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone che, a proposito del crollo della scuola di Amatrice a Sky TG24 ha commentato: "Lì - ha detto - c'è stato un appalto pubblico per il consolidamento della struttura"; "è una storia su cui va fatta certamente chiarezza bisogna capire se nell'appalto c'erano le condizioni per reggere a quella che è stata una scossa forte, pesante, ma non certo assolutamente distruttiva”.
 

 

Cantone: "Lavorare su programmazione" - Per Cantone inoltre "finita l'attività d'urgenza bisogna lavorare sulla programmazione".  "La prevenzione costa tantissimo - ha aggiunto - ed è quella che si vede meno, ma e' questa la strada, soprattutto per una realtà che con i terremoti deve convivere. Ci sono esperienze di paesi che convivono con terremoti più frequenti e più forti e hanno danni molto minori".
 


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