Nuove scosse e crolli, si studia il modello per la ricostruzione

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E' di 290 morti il bilancio delle vittime del sisma, ma ci sono ancora corpi da identificare. E la terra trema ancora nelle Marche: magnitudo 3.7 ad Amatrice e 4.4 vicino ad Arquata. Raccolti quasi 10 milioni di euro grazie al numero solidale 45500

Nuove scosse di terremoto - magnitudo 4.4 e 3.7 le due più forti - hanno scosso l'area del 'cratere' colpita dal sisma e prodotto nuovi crolli. Anche nella scuola di Amatrice, uno degli edifici su cui, di certo, dalle prossime ore, si concentrerà l'attenzione degli inquirenti, chiamati ad accertare eventuali responsabilità nella gestione degli appalti e nei lavori di ristrutturazione del 2012.

 

Si studia il modello per la ricostruzione - La politica è chiamata invece a guardare in avanti, proiettandosi fin d'ora sulla ricostruzione. Anche per questo, a sorpresa, il premier Renzi è volato a Genova dall'architetto e senatore a vita Renzo Piano, che sul Corriere della Sera ha proposto il suo modello di "cantieri leggeri" per non sradicare la gente dai luoghi in cui è nata e vissuta.

 

La fase assistenziale - Dopo la fase della primissima emergenza e del "soccorso d'urgenza, che comunque continuerà”, nelle zone terremotate si passa ora "a una fase più assistenziale", ha spiegato Fabrizio Curcio. Il capo della Protezione civile ha anche precisato che il numero delle vittime è attestato a 290, dopo che il precedente dato di 291 è stato rivisto sulla base delle comunicazioni della Prefettura di Rieti. Quanto ai dispersi, la cifra di 10 riferita dal sindaco di Amatrice, Pirozzi, è giudicata "attendibile".

La situazione resta, ovviamente, molto difficile. L'onda sismica, che dalla notte del 24 agosto ha fatto registrare oltre 2.000 repliche, non si ferma e in montagna c'è il rischio di smottamenti, al punto che il Soccorso alpino ha sconsigliato escursioni sui monti Sibillini, catena incastonata tra Marche, Umbria e Lazio. A questo si aggiunge il maltempo che, previsto da martedì potrebbe peggiorare il quadro.

 

Il Papa: verrò a trovarvi - Nelle tendopoli di Pescara e Arquata del Tronto è tornato il vescovo di Ascoli, Giovanni D'Ercole, che ieri aveva celebrato i funerali di 35 vittime, per la messa domenicale e per portare conforto. Anche Papa Francesco potrebbe andare presto in visita: "Appena possibile anch'io spero di venire a trovarvi", ha detto lui stesso all'Angelus, ricordando l'importanza della "solidarietà per superare prove così dolorose". 

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