L'odissea di un giovane afghano, legato per 22 ore sotto un tir

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"Ho pagato 900 euro" racconta. L'allarme è scattato grazie a diverse telefonate giunte alla sala operativa della Polizia Stradale di Frosinone. Un altro casi simile a Terni

“Ho 18 anni e sono partito da solo dalla Grecia alla volta dell’Italia. Ma non voglio restare qui. Ero diretto in Francia, a Parigi, ho i miei amici lì; i miei fratelli e mia madre sono invece in Svizzera”. E’ il racconto del viaggio della disperazione fatto dal giovane profugo afghano, che ha percorso 400 km sulla A1 nascosto sotto un tir, legato da una cintura per pantaloni.  Le foto:

 

 

 

 

 

La segnalazione pagato 900 euro - A liberarlo, oramai stremato, sono stati gli agenti della sottosezione A1 della polizia stradale di Frosinone. Gli uomini del sostituto commissario, Fabrizio Di Giovanni, lo hanno soccorso dopo che al centralino del 113 erano giunte numerose chiamate da parte di vacanzieri che avevano notato i piedi del ragazzo spuntare dal camion ed erano terrorizzati dal fatto che lo sventurato potesse cadere ed essere travolto. Il tir è stato fermato al chilometro 617 nella zona di Ferentino.

 

Il viaggio della speranza -  Il suo viaggio però era iniziato molto prima. “E’ stata dura. Ho passato 22 ore senza cibo né acqua, senza dormire -  prosegue - Sono fuggito da Kabul 10 mesi fa, ho attraversato l’Iran, la Turchia, spesso viaggiando a piedi. Sono stato in un campo, a Idomeni, in Grecia, per sei mesi, e in nave ho raggiunto l’Italia. Ho contattato e pagato una persona, sono rimasto legato sotto al tir anche durante il viaggio verso l’Italia. Ho pagato 900 euro”. 

 

 
 

La speranza -  Ma questo è niente, rispetto alla situazione che si trova ora a Kabul, sua città natale. “Quello che ho vissuto nella mia vita è stato molto più pericoloso di questo viaggio. In Afghanistan c’è la guerra civile” ci ricorda. Poi, guarda al futuro: “Vorrei imparare il francese e ottenere documenti francesi. Voglio una vita sicura, in un mondo senza pericoli”.

 

Non ha fatto richiesta di asilo - Il ragazzo non ha fatto domanda di asilo all’Italia, vorrebbe infatti poter proseguire col suo viaggio. Forse non sa che la prassi prevede però che gli venga notificato il provvedimento di espulsione. I volontari della Caritas nelle prossime ore spiegheranno, grazie anche a un mediatore culturale, gli spiegheranno qual è la procedura e a quali tutele ha diritto. 

 

 

 

Una storia simile a Terni -  Il racconto del giovane afghano però non è un'eccezione. Proprio nella giornata di oggi, infatti, un altro ragazzo, anche lui di Kabul, è stato salvato mentre viaggiava nascosto sotto il rimorchio di un autoarticolato proveniente dalla Grecia e diretto a Civitavecchia. Anche lui tentava di raggiungere la Francia.

 

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