Cannabis, Cantone ora apre: "Sì a una legalizzazione intelligente"

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Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione: fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario, ora ho un po’ cambiato posizione. Ribadisce invece la sua contrarietà il procuratore Gratteri

"Fino a poco tempo fa ero assolutamente contrario all'idea della legalizzazione perché non mi convincevano gran parte degli argomenti, che servisse cioè per sconfiggere la criminalità organizzata, perché le droghe leggere sono una parte insignificante degli utili della criminalità organizzata, o che servisse per evitare una serie di problemi di salute dei ragazzi. Adesso ho un po' cambiato posizione. Credo soprattutto che una legalizzazione intelligente possa evitare il danno peggiore per i ragazzi, cioè entrare in contatto con ambienti della criminalità". Lo ha detto a Radio Radicale il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, interpellato sulla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis all'esame della Camera dei deputati per iniziativa dell'intergruppo parlamentare promosso dal sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova.

Contrario a legalizzazione totale
- "Questo - ha spiegato Cantone - mi porta ad essere molto più laico. Sarei contrario ad una legalizzazione totale. Le droghe leggere rappresentano introiti insignificanti per la mafia, e credo che le droghe pesanti che rendono soldi non si potranno mai legalizzare. Ma c'è questo argomento, evitare contatti di giovani con ambienti della criminalità organizzata e l'altro aspetto è che droghe leggere controllate, probabilmente evitano interventi chimici che stanno portando anche alla tendenza all'assuefazione o al vizio. Questi due argomenti oggi mi fanno essere su questa proposta di legge molto più laico e per molti aspetti favorevole".  

Giusto proibizionismo su droghe pesanti - "Io credo che ci siamo cose su cui la proibizione resta indispensabile - ha chiarito Cantone - il proibizionismo sulle droghe pesanti è giusto, mentre sulle droghe leggere ci sono questi due argomenti, cioè evitare i contatti con la criminalità organizzata e consentire l'uso di droghe leggere controllate che siano il meno possibile trattate chimicamente e che quindi facciano meno male possibile. Questi possono essere argomenti che con una vendita controllata e quindi in qualche modo limitata potrebbero dare un senso" alla proposta. 

Legalizzazione cannabis, l'intervista a Roberto Saviano:
 

 

Gratteri: falso che legalizzare aiuti colpire mafie – “Affermare che legalizzare la cannabis aiuta a colpire chi fa affari con la droga non è vero, perché la quota di affari legati alle droghe leggere è risibile rispetto al totale". La posizione contraria alla legalizzazione è quella di Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro. La sua posizione è nota e ribadita in più occasioni. "Non possiamo addurre tra le motivazioni a favore della legalizzazione delle droghe leggere - afferma Gratteri - il fatto che per questa via si colpiscono le organizzazioni criminali, perché i guadagni che le mafie ottengono per questo canale sono risibili rispetto a quelli che fanno con le droghe pesanti. Penso che la legalizzazione non sia un'emergenza del Paese e che ci siano altre priorità legislative”.

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