Confessa il killer dell’impiegato strangolato a Varese

La vittima, Claudio Silvestri (Fotogramma)
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Si tratta di un 22enne ivoriano, fermato mentre stava cercando di recarsi in Svizzera. Decisiva un’impronta digitale trovata su un vaso in casa della vittima

Ha confessato il giovane fermato con l'accusa di aver ucciso Claudio Silvestri, il quarantaquattrenne impiegato strangolato in casa sua a Jerago con Orago (Varese), nella notte tra giovedì e venerdì scorso. Si tratta di un ventiduenne ivoriano senza fissa dimora e con precedenti per rapina.

Decisiva un'impronta digitale - Ad incastrare l'assassino che, sentito la scorsa notte dai carabinieri e dal pm Nadia Calcaterra ha ammesso ogni responsabilità, è stata un'impronta digitale trovata su un vaso in casa di Silvestri. Quando il giovane è stato fermato aveva con sé l'orologio della vittima, il suo cellulare, monili vari rubati da casa sua e quattrocentotrenta euro in contanti rubati da casa di sua madre.

Stava andando in Svizzera - Il giovane è stato fermato mentre si preparava a tentare la fuga in Svizzera. Nelle prossime ore sarà firmata dal pm di Busto Arsizio Nadia Calcaterra (Varese), la richiesta di convalida del fermo per omicidio volontario pluriaggravato e rapina aggravata. L'interrogatorio di garanzia potrebbe essere fissato già venerdì.

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