Tragedia Puglia, si indaga anche sul raddoppio della linea ferroviaria

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Si procede per omicidio colposo plurimo, ci sono i primi indagati ma ancora non si conoscono i nomi. Sotto accusa la mancanza di blocchi automatici

Il giorno dopo la tragedia ferroviaria che in Puglia è costata la vita a 23 persone ci si interroga sulla dinamica e sulle responsabilità (le foto - sui siti stranieri).

La procura di Trani ha aperto un fascicolo, per disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Ci sono degli indagati ma non sono stati ancora resi noti i nomi. I pm hanno poi intenzione di indagare anche sui ritardi nei lavori per il raddoppio della linea e i sistemi di sicurezza. (RIMOSSI I VAGONI)

Recuperate le scatole nere dei due treni, una delle quali è però inservibile, dicono gli inquirenti.



Le indagini - Al momento è stato appurato che è il treno partito da Andria quello che non sarebbe dovuto partire. Intanto sono stati sospesi in via cautelativa dal servizio i capi stazione di Andria e Corato. L'indagine vuole accertare chi ha sbagliato e se è caduto in errore da solo o se è stato indotto in errore da altri.

Dovrà quindi verificare l'adeguatezza del sistema di controllo rispetto alle norme in vigore e i tempi del raddoppio della tratta e di ammodernamento del sistema di controllo del traffico.

Il progetto di raddoppio della linea ferroviaria Bari-Barletta, gestita da Ferrotramviaria, era previsto dal 2008 e doveva concludersi entro il 2015, ma finora non è stato realizzato fino in fondo. (L'INTERVISTA A NITTI)



Sistema di controllo -
Secondo gli inquirenti è ancora troppo presto per ipotizzare le possibile cause dell'incidente, se cioè si sia trattato di una mancanza tecnica o di un errore umano.

Resta il fatto che l'incidente è avvenuto su un tratto a binario unico sul quale non esistono sistemi automatici di supervisione, ma dove viene ancora utilizzato il cosiddetto "Blocco telefonico".

La comunicazione del via libera ai treni avviene cioè per comunicazione telefonica dalle stazioni.

Un sistema considerato "maggiormente a rischio" rispetto ad altri sistemi, come ha spiegato anche il ministro Delrio.





 

Forse da Corato erano 2 treni in viaggio - Secondo quanto riportato da fonti investigative della procura di Trani, c'è anche l'ipotesi che ci fossero due i treni delle Ferrovie del Nord Barese provenienti da Corato e diretti verso nord e uno di questi due convogli viaggiava con qualche minuto di ritardo.

Questo potrebbe aver indotto a dare il via libera al treno, fermo ad Andria per andare verso Corato. Si tratta per ora solo di un'ipotesi.


Recuperate le scatole nere -  Sono state recuperate due scatole nere dei treni coinvolti nell'incidente ferroviario pugliese, una delle quali è però inservibile.

Sono stati inoltre sequestrati e acquisiti i registri delle stazioni di Andria e Corato, i filmati delle telecamere lungo la linea e le comunicazioni telefoniche, trascritte nei fonogramma, tra i capistazione dei due scali. "Che c'è stato un errore è chiaro - ha detto Conticchio - stiamo valutando se di natura umana o tecnica".

 

Bilancio drammatico - E' di 23 morti il bilancio del disastro ferroviario, un cadavere non è stato ancora riconosciuto; 24 i feriti ricoverati, otto in prognosi riservata, tra cui il piccolo Samuele che compie oggi 7 anni e che era con la nonna, morta nell'incidente.

Non ci sono dispersi. Tra le vittime anche i due macchinisti dei convogli ed un capotreno, mentre l'altro capotreno è ferito. Le salme saranno consegnate ai parenti venerdì sera ed i funerali si terranno forse sabato mattina.


Il problema non è il binario unico ma il sistema di sicurezza




 

 

 

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Data ultima modifica 13 luglio 2016 ore 20:00

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