Puglia, il dg di Ferrotramviaria: "Il controllo telefonico è sicuro"

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Massimo Nitti, della società che ha in gestione la linea dove è avvenuto lo scontro, dice a Sky TG24: “Il sistema ha tutti i crismi di sicurezza”. E sulla polemica del mancato raddoppio della Bari-Barletta: “Non è vero che non ci sono i soldi, ma le gare son ferme”

“Il regime di circolazione con consenso telefonico può dare un’impressione sbagliata ma in realtà è un regime che ha tutti i crismi della sicurezza”. Massimo Nitti, direttore generale di Ferrotramviaria, la società privata che gestisce la tratta ferroviaria dove è avvenuto lo scontro tra treni in Puglia che ha causato 23 morti, spiega a Sky TG24 che “non è vero che non lo usa più nessuno in Italia. Il consenso telefonico è uno dei regimi di circolazione che è previsto, è riconosciuto. Ovviamente dipende dalla capacità di linea: col regime di circolazione si ha una capacità di linea praticamente inesistente perché può andare un treno per volta sulla linea”(VIDEO).

 

Il dg ha aggiunto che: “I sistemi più performanti permettono di mandare più treni uno dietro l’altro sulla stessa linea. Con i sistemi di blocco telefonico un treno arriva e uno parte. Ovviamente tutto questo è regolato da una serie di regole che sono assolutamente stringenti”.

 

 

La polemica sul raddoppio della linea - Il dirigente ha commentato anche sulla polemica sul mancato raddoppio della linea ferroviaria della tragedia, sul quale dovrà fare chiarezza anche l’indagine della Procura di Trani. "Non è vero che non ci sono soldi (GUARDA IL VIDEO). I processi autorizzativi in questa nazionale sono il 70% più lunghi di qualunque altra nazione in Europa, per non parlare poi delle gare che si appaltano e che restano ferme per qualche anno in attesa di valutazioni del Tar e del Consiglio di Stato".

 

Il riferimento di Nitti è ai tempi lunghi del raddoppio della tratta e di ammodernamento del sistema di controllo del traffico. Il progetto di raddoppio della linea ferroviaria Bari-Barletta, gestita da Ferrotramviaria, finora non realizzato fino in fondo. "Questa è l'Italia”, ha concluso il dirigente (LE FOTO DEI ROTTAMI RIMOSSI). 

 

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