Omicidio Emmanuel, gip non convalida fermo ma Mancini resta in carcere

1' di lettura

Il giudice ha disposto la custodia cautelare per l'aggressione al 39enne per il rischio di reiterazione del reato. L'avvocato difensore rende noto: "Vuole lasciare tutto ciò che ha alla vedova"

Il gip di Fermo Marcello Caporale non ha convalidato il fermo di Amedeo Mancini, l'ultrà di destra accusato di aver ucciso il profugo nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi, ma contestualmente ha disposto la custodia cautelare in carcere per Mancini, che era indagato per omicidio preterintenzionale aggravato dall'odio razziale.

 

Pericolo di reiterazione del reato per Mancini - Il magistrato non ha rilevato il pericolo di fuga, citato dalla Procura nella richiesta, ma ha riconosciuto il pericolo di reiterazione del reato, anche in considerazione del clima in città e nella valutazione della persona di Mancini. Nel dispositivo il gip sottolinea che "Mancini non è in grado di resistere alle provocazioni" e, considerando che in città ci sono altre decine di immigrati, è ipotizzabile che lo stesso possa restare coinvolto in altri episodi simili. Trentanove anni, agricoltore con la passione della boxe, Amedeo Mancini ha alle spalle una condanna definitiva per rissa aggravata, precedenti di polizia per lesioni dolose, e tre Daspo per reati commessi allo stadio.
 

Mancini ha ammesso di aver insultato la compagna di Emmanuel - Nell'udienza di oggi Mancini, secondo quanto ha riferito il suo legale, ha ammesso di aver insultato la compagna di Emmanuel, chiamandola "scimmia africana", e di essersi difeso con un pugno quando il giovane nigeriano lo ha aggredito. "Ha anche ribadito di non avere nessuna intenzione di uccidere" ha concluso l'avvocato.  Amedeo Mancini ha inoltre "riconosciuto di avere una responsabilità morale ma non giuridica" nella morte del migrante nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi, per questo "mette a disposizione tutto quello che ha, un terzo di casa colonica e un pezzettino di terra lasciatagli dal padre, a disposizione della vedova".

 



Vedova di Emmanuel ancora molto provata - Un'offerta che però, come spiega don Vinicio Albanesi, non è stato neanche sfiorato con Chinyere, la vedova di Emmaneul Chidi Nnamdi. "Tutti gli atti di buona volontà vanno sempre accolti, affinché ci sia la pace di tutti" dice il religioso, ma il tema non è stato affrontato con la giovane donna che è ancora molto provata da quanto accaduto. La giovane, provatissima, ieri colpita anche da un malore in chiesa, "sta tentando di riposare" fa sapere la suora Rita Pinpinicchi che la assiste. "Non ha ancora interiorizzato la morte del compagno - spiega don Vinicio -, è come se fosse ferma al suo ricovero in ospedale, ad una lunga malattia".

 

 

Data ultima modifica 11 luglio 2016 ore 20:38

Leggi tutto