Caserta, gioca con la pistola e uccide amico di 20 anni

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Un ragazzo di 19 anni è stato fermato: avrebbe confessato di aver fatto partire il colpo mortale

Un gesto spavaldo, per mostrargli la pistola. Forse un gioco, l'imitazione della roulette russa del film Cacciatore. Così si è consumata la tragedia che ha portato alla morte di Marco Mongillo, ucciso a 19 anni con un colpo alla testa. A spararlo sarebbe stato un suo amico, Antonio Zampella, 23 anni, arrestato dai carabinieri per omicidio, detenzione di arma con matricola abrasa e ricettazione.

 

La tragedia - Verso le 15 di ieri il cadavere del giovane è stato trovato dai carabinieri in un'abitazione di Caserta: fin dai primi rilievi è emerso che il giovane era stato ucciso con un colpo di arma da fuoco al capo. I militari hanno sentito le persone che erano in casa con la vittima e hanno ritrovato nei pressi della rampa di scivolo dei garage della palazzina anche la pistola con il colpo in canna.

 

La confessione – Nella notte la confessione davanti ai carabinieri. Il giovane avrebbe iniziato a giocare con l'arma, ben sapendo - secondo quanto riferito dai carabinieri - che era carica: "Ti faccio vedere come ti sparo", avrebbe detto, riferiscono gli inquirenti.

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