Migrante ucciso a Fermo, in una foto gli istanti dopo l'aggressione

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Nel fascicolo difensivo di Amedeo Mancini, indagato per l’uccisione di Emmanuel Chibi Namdi, è stata allegata un’immagine che mostrerebbe i momenti seguenti allo scontro tra i due. Il legale dell’ultrà a Sky TG24: “Il mio assistito è distrutto” 

Emmanuel Chibi Namdi con una maglietta viola seduto sul marciapiede e sorretto da alcuni amici. Davanti la moglie Chinyery con un vestito bianco e nero e in primo piano il suo aggressore, Amedeo Mancini, con una canotta rosso scuro con una mano poggiata al braccio sinistro.

 

A distanza di alcuni giorni dall’episodio, è spuntata una foto, tratta dal fascicolo difensivo del 39enne fermano sottoposto a fermo per omicidio preterintenzionale aggravato da motivi razziali, che documenta i momenti subito dopo la colluttazione tra i due, che ha portato il giovane migrante nigeriano prima in coma all'ospedale, e poi alla morte.

 

 

 

 

 

L'immagine della canotta non è chiara ma, secondo alcuni testimoni, riporterebbe il simbolo di una band di estrema destra. "Ma il mio assistito - dice l'avvocato Francesco De Minicis - ha sempre sostenuto di non avere simpatie di destra e di non sapere che quella band avesse quella collocazione politica".

 

L'avvocato: "Mancini è distrutto" - Il legale di Mancini (GUARDA L’INTERVISTA A SKY TG24) lo ha trovato "assolutamente distrutto dal punto di vista psicologico". L’avvocato De Minicis ha incontrato il suo assistito nel carcere di Marino del Tronto, dove Mancini è stato sottoposto ad un accertamento irripetibile sulle lesioni riportate nella colluttazione con il migrante nigeriano. "Ha un grosso ematoma sul costato che gli provoca forti dolori e un'altra ferita ad un braccio che potrebbe essere un morso o una sprangata, oltre a varie lesioni più lievi in altre parti del corpo", ha spiegato l’avvocato. 

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