Nigeriano ucciso, ultrà fermato per omicidio aggravato da razzismo

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L'uomo era stato massacrato a Fermo per aver difeso la moglie da insulti razzisti. La vedova in lacrime: "Sia fatta giustizia"

E' stato fermato con l'accusa di omicidio preterintenzionale aggravato da finalità razzista Amedeo Mancini, l'ultrà della Fermana indagato per l'uccisione di Emmanuel Chidi Namdi, il richiedente asilo nigeriano pestato a morte il 5 luglio a Fermo, mentre difendeva la moglie dagli insulti razzisti di Mancini. L'uomo finora era indagato a piede libero.

Chi è Mancini -
Mancini è titolare di una grossa azienda zootenica a Fermo, che conta una cinquantina di tori. Alto circa un metro e 90 e corpulento, è un volto noto della tifoseria ultras della locale squadra di calcio. Per le sue violenze sugli spalti era già stato raggiunto in passato da un provvedimento di Daspo del Questore di Ascoli Piceno.

Mancini: “Non sono razzista”
- Mancini, durante l'interrogatorio "analitico" a cui è stato sottoposto, ha detto di "non appartenere a nessun movimento politico, di non disprezzare altre razze e di non aver avuto la volontà di uccidere". Secondo il suo legale, “l’uomo è molto dispiaciuto" e "si è pentito delle parole dette alla moglie di Emmanuel ("scimmia africana" ndr), quando pensava che i due coniugi stessero armeggiando vicino ad un'auto". Mancini ha anche detto che la donna lo ha morso su un braccio, facendo vedere i segni ai pm.


La dinamica -
Secondo una ricostruzione ancora molto frammentaria dei fatti, due sere fa Mancini ha insultato e strattonato la compagna di Emmanuel Namdi, Chinyery tanto da provocarle alcune escoriazioni. Il migrante ha reagito sradicando un paletto stradale con il quale avrebbe colpito l'ultrà, facendolo cadere a terra. Mancini però si è rialzato e ha sferrato un pugno a Namdi, che a sua volta è stramazzato a terra, battendo la testa, prima di essere colpito ancora. Le condizioni del nigeriano, entrato in coma irreversibile, erano apparse subito disperate. La morte ieri, in ospedale. Alla scena avrebbero assistito tre testimoni, e un amico che era insieme all'ultrà.

Riunione con Alfano
- Nella Prefettura di Fermo si è svolta la riunione del Comitato per la sicurezza pubblica, con la presenza del ministro Angelino Alfano. "Grazie agli inquirenti - ha detto il ministro dell'Interno - soprattutto per aggravante, che dà la misura di come tutte le attività investigative siano andate nella direzione giusta, cioè un movente razziale" (dalla Nigeria alla morte in Italia, l'odissea di Emmanuel).

 

Alfano: omicidio aggravato da razzismo

 

 

 

La moglie di Emmanuel "in Italia ora è sola" - Intanto la moglie dell'uomo ucciso (LA SUA INTERVISTA A SKY TG24), secondo quanto riferito da chi la assiste, "sta male, è sconvolta, completamente sotto choc. E' seguita dai medici, e da alcune suore. In Italia ormai è completamente sola, non ha parenti, nessuno".
 

Don Vinicio Albanesi, presidente della comunità di Capodarco, ha espresso preoccupazione per il clima di intolleranza (VIDEO):

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