Le mani della mafia sugli appalti Expo e Fiera: 11 arresti a Milano

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Per gli inquirenti le società coinvolte ricorrevano a una sistema di fatture false per creare fondi neri. Sequestrato un camion diretto in Sicilia con 400 mila euro in contanti. Boccassini: "Processo rapido". VIDEO

Reati tributari, riciclaggi e associazione a delinquere con l'aggravante della finalità mafiosa. Con queste accuse 11 persone, tra cui un avvocato, sono state arrestate stamani nell'ambito di un'inchiesta della Dda di Milano. Agli arrestati sono riconducibili alcune aziende a cui erano stati affidati appalti per l'Expo.

 

 

Boccassini: "Infiltrazioni di Cosa Nostra" -  L'inchiesta, secondo il procuratore aggiunto della dda di Milano Ilda Boccassini che coordina le indagini, "è importante" in quanto questa volta "segnala" in Lombardia non "le infiltrazioni di 'ndrangheta, ma di Cosa Nostra".  

Boccassini ha voluto evidenziare come in particolare Giuseppe Nastasi, titolare del consorzio di cooperative al centro dell'inchiesta, avesse "legami con cosche importanti come gli esponenti della famiglia Accardo".

 

Niente di penale per Fiera e Expo - "L'obiettivo della Dda milanese - ha aggiunto Boccassini - sarà quello di garantire agli indagati un processo rapido. Si intende procedere con il rito immediato".

"Non sono state individuate responsabilità penali in capo a Ente Fiera o a Expo" ha precisato poi Bocassini.


 

 

 

 

 

Sala: sosteniamo ogni azione contro infiltrazioni - "Abbiamo lavorato e stiamo lavorando per proteggere Milano dalle infiltrazioni malavitose e dai rischi di corruzione. Risultati importanti sono stati ottenuti, ma la forza delle organizzazioni criminali non può essere sottovalutata nemmeno per un momento" il commento all'indagine del sindaco di Milano ed ex commissario di Expo Beppe Sala.

 

 

Greco: rapporti mafia e criminalità economica- "L'operazione di oggi è molto importante perché ancora una volta dimostra una stretta interconnessione tra organizzazioni criminali mafiose e criminalità economica" ha detto il procuratore della Repubblica di Milano, Francesco Greco in conferenza stampa.

 

 

 

 

Un consorzio di cooperative al cento dell'inchiesta - Al centro dell'inchiesta della Dda di Milano c'è il consorzio di cooperative Dominus Scarl specializzato nell'allestimento di stand, che ha lavorato per la Fiera di Milano, dalla quale ha ricevuto in subappalto l'incarico di realizzare alcuni padiglioni per Expo tra cui quello della Francia e e Guinea equatoriale.

 

 

Fatture false per creare fondi neri da riciclare in Sicilia - Secondo le indagini, le società del consorzio erano intestate a prestanomi di Giuseppe Nastasi, il principale indagato, arrestato con il suo collaboratore Liborio Pace e l'avvocato del Foro di Caltanissetta, Danilo Tipo, ex presidente della Camera penale della città siciliana.

Le società coinvolte ricorrevano a una sistema di fatture false per creare fondi neri. Il denaro era poi riciclato in Sicilia dove gli indagati avrebbero avuto legami con la famiglia di Cosa Nostra dei Pietraperzia. Il Gico della Guardia di Finanza sta effettuando un sequestro preventivo per circa cinque milioni di euro.

 

 

Il camion con 400mila euro -  'Intercettato' dagli inquirenti anche un camion partito dalla Lombardia e diretto in Sicilia con dentro, ben nascosti, 400 mila euro in contanti, soldi sequestrati in quanto, secondo l'accusa, riciclati nell'inchiesta della Dda di Milano.

 

Commissariata Nolostand spa - La Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, presieduta da Fabio Roia ha disposto l'amministrazione giudiziaria della Nolostand spa, società del gruppo Fiera Milano. La decisione è stata presa perché alcuni indagati nell'inchiesta hanno contatti con dirigenti e vertici della società.
 

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