Esplosione via Brioschi a Milano, indagato per strage il capofamiglia

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Giuseppe Pellicanò ha ricevuto un avviso di garanzia. Potrebbe aver provocato volontariamente la fuga di gas le cui conseguenze hanno causato tre morti, tra cui la moglie, e diversi ustionati, tra cui le sue due figlie

Risulta indagato per strage Giuseppe Pellicanò, l'uomo rimasto ferito nell'esplosione che ha distrutto parte di un palazzo in via Brioschi a Milano causando la morte di tre persone e diversi feriti. L'ipotesi è che la fuga di gas sia stata provocata volontariamente da Pellicanò, che ha ricevuto un avviso di garanzia per accertamenti irripetibili. Nell’esplosione, avvenuta lo scorso 12 giugno, sono rimasti uccisi una coppia di giovani marchigiani e la moglie di Pellicanò mentre le loro figlie di 11 e 7 anni sono rimaste gravemente ustionate.

 

Già nei giorni scorsi le indagini avevano accertato che lo scoppio nella palazzina era avvenuto nella casa della famiglia Pellicanò. Gli investigatori hanno appurato che risulta manomesso il tubo del gas dell'appartamento in questione. Per questo, il pm Elio Ramondini e l'aggiunto Nunzia Gatto hanno firmato un avviso di garanzia per il pubblicitario milanese, al momento ricoverato al Niguarda con ustioni sul 20% del corpo. Si tratta di un atto necessario in vista di accertamenti irripetibili che riguardano le impronte digitali e biologiche sul tubo, che non si sa ancora se sia stato tagliato o staccato.

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