1' di lettura

Tasso di testosterone undici volte superiore al consentito. Ma è giallo sulla provetta ritestata. La Iaaf tenta il blitz antidoping al Quirinale durante la cerimonia di consegna del tricolore tra gli atleti azzurri e Mattarella  

Alex Schwazer sarebbe stato trovato ancora una volta positivo a un controllo antidoping. Il 31enne marciatore altoatesino non avrebbe superato un accertamento disposto dalla Federazione mondiale di atletica leggera (Iaaf) effettuato il primo gennaio di quest'anno mentre si trovava a Vipiteno. La notizia della positività,  la seconda dopo quella del 30 luglio 2012 che è costata a Schwazer una squalifica di 3 anni e 9 mesi, è stata riportata dalla Gazzetta dello Sport.

 

Il legale: notizia illogica -  Immediata la reazione dei legali del marciatore che annunciano una conferenza stampa per oggi alle ore 18. "Tutta questa vicenda ci sembra illogica, dobbiamo capire che cosa sia successo, non capisco perché il test effettuato il primo gennaio abbia dato esito negativo e la stessa provetta ritestata il 12 maggio abbia dato esito positivo. Prima di fornire ulteriori aspetti dobbiamo prima parlarci tra di noi e capire che cosa sia accaduto". Così l'avvocato Thomas Tiefenbrunner che, assieme al collega Gerhard Brandstaetter, ha seguito l'intera vicenda doping di Alex Schwazer a partire dall'agosto 2012 quando era emersa la positività.

 

Il giallo della provetta ritestata – Il nuovo, presunto, caso di doping sarebbe infatti emerso solo in un secondo momento e dopo un secondo accertamento. A gennaio, quando ancora Alex si trovava nello status di atleta squalificato per la positività del 30 luglio 2012, la provetta aveva dato esito negativo. Il 12 maggio, qualche giorno dopo il trionfo nella 50 km al Mondiale per Nazioni di Roma, quella stessa provetta è stata ritestata e questa volta con esito positivo addirittura con un tasso di testosterone undici volte superiore al consentito. Un piccolo giallo che dovrà essere risolto.

 

Il blitz antidoping arriva al Quirinale - E intanto è stato sfiorato "l'incidente diplomatico" questa mattina al Quirinale per la clamorosa gaffe della federazione mondiale di atletica leggera Iaaf, che ha inviato a sorpresa gli ispettori antidoping al palazzo del capo dello Stato con l'intenzione di testare la marciatrice piemontese Elisa Rigaudo, che stava partecipando alla cerimonia di consegna del tricolore agli alfieri azzurri Federica Pellegrini e Martina Caironi in vista dei Giochi di Rio. Gli ispettori, ovviamente, non sono stati fatti entrare: "Non hanno titoli", ha sottolineato secco il Quirinale. La Rigaudo per la giornata di oggi aveva comunicato la reperibilità a Roma indicando il suo programma di appuntamenti, e nella lista compariva anche lo
storico palazzo già reggia dei Papi e dei Savoia. Per questo gli ispettori, si sono presentati al Portone principale del Quirinale, senza alcun accredito. Inevitabile la risposta cortese ma ferma della sicurezza: qui non potete entrare

Leggi tutto