Studente morto in gita, legale famiglia: “Gambe alzate da altri”

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La perizia di parte della famiglia di Domenico Maurantonio, precipitato dal quinto piano di un hotel a Milano nel gennaio 2015, escluderebbe l'ipotesi del gesto autolesionistico: "Non significa però parlare di omicidio" 

Domenico non è caduto da solo dal quinto piano dell’hotel. “Dalla perizia emerge che qualcuno gli ha alzato le gambe”, dice il legale dei genitori dello studente padovano di 19 anni, morto lo scorso anno a Milano dove era in gita scolastica con i compagni di classe per visitare l'Expo.

 

Perizia esclude autolesionismo - La nuova relazione di parte, che gli avvocati della famiglia Maurantonio depositeranno nei prossimi giorni, di fatto escluderebbe l'ipotesi del gesto autolesionistico. “Domenico non si è auto impresso una forza autonoma per buttarsi - ha detto il legale - ma gli sono state alzate le gambe da terze persone, dopo di che c’è stato lo sganciamento, non si sa se intenzionale o meno".

 

Non si parla di omicidio - Eraldo Stefani, questo il nome del difensore, è cauto: “Ovviamente, non ho mai parlato di omicidio. Io presenterò queste perizia assieme ad altre nei prossimi giorni alla Procura della Repubblica, toccherà a loro fare le loro valutazioni".

 

Ipotesi che il corpo sia stato spostato - Tra i dati emersi dalla perizia di parte c'è anche il fatto che, continua l'avvocato, "il corpo è stato trovato a un metro e mezzo di distanza dal muro e questo farebbe presupporre che questo, dopo la caduta, sia stato spostato". 

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