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La casa di moda aveva chiesto di distruggere i manifesti della campagna che promuove la parata dell'11 giugno prossimo, per "uso improprio" dell'immagine del Colosseo Quadrato

Prima la polemica a suon di comunicati, repliche e tam tam in Rete. Poi il chiarimento arrivato con una nota congiunta. Tutto risolto, quindi, tra la Maison Fendi e Roma Pride.

 


 

Pride 11 giugno - La querelle era stata resa nota dal circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, capofila del Coordinamento Roma Pride, che denunciava di aver ricevuto dalla casa di moda una comunicazione con la quale si intimava di ritirare dalla circolazione tutti i manifesti della campagna pubblicitaria “Chi non si accontenta Lotta” lanciata per promuovere la grande parata dell'11 giugno prossimo. Il motivo? Uso "improprio" dell'immagine del Palazzo della Civiltà Italiana, presente negli scatti della campagna, di cui Fendi rivendica di essere licenziataria esclusiva dell'immagine.

 

Fendi – Il 22 ottobre 2015, infatti, la maison ha inaugurato ufficialmente Palazzo della Civiltà Italiana, quale nuovo headquarter della Maison Romana. Il palazzo, noto anche come Colosseo Quadrato è uno dei simboli dell’Eur; fu costruito in epoca fascista, a partire dal 1938, per l’Esposizione Universale di Roma del 1942.La polemica - Immediata la reazione degli organizzatori del Roma Prode, che si erano detti “increduli” dalla richiesta e si chiedevano se per "uso improprio" la Maison Fendi non alludesse alla presenza di persone appartenenti alla comunità Lgbtqi fotografate con il palazzo sullo sfondo".Nulla di tutto ciò, infine, come si legge nel comunicato firmato dalle parti in causa.

 

 

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