Omicidio Sara: minacce poi 7 giorni di silenzio prima del delitto

1' di lettura

Dall'ex fidanzato stalking poi settimana di black out. “Ho paura” dice il giovane dal carcere

Sette giorni di silenzio prima dell’omicidio. Vincenzo Paduano si era come eclissato per poi apparire sabato a casa di Sara e, dopo una lite, mettere in atto nella notte l'atroce delitto. Questo quanto appurato dalle indagini che potrebbero portare alla richiesta di giudizio immediato per il vigilantes di 27 anni. In questo caso, dunque, si salterebbe l'udienza preliminare e la conclusione del giudizio sarebbe abbastanza rapida a meno che il reo confesso non preferisca chiedere il giudizio abbreviato.

 

 

“Ho paura” - Paduano intanto, rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, attende di essere interrogato; dopo aver passato la notte con un detenuto, ora si trova in una cella singola ed è sorvegliato 24 ore su 24. “E' stato un momento. Ora ho paura" avrebbe detto a chi ha avuto la possibilità di parlare con lui. “Sono spaventato" della situazione e di eventuali "ritorsioni", avrebbe aggiunto.

 

 

Prima lo stalking poi il silenzio – Secondo quanto accertato sino ad ora, nonostante la rottura del rapporto sentimentale con Sara, Vincenzo ogni tanto le scriveva e la chiamava, quasi per mantenere un minimo di contatto. Nell'ultima settimana, però, tra i due c'era stato un black out totale: nessun sms, nessuna chiamata. In ogni caso, nulla che facesse pensare a una conclusione così atroce della storia.

 

Pare infatti che la ragazza non avesse confidato a nessuno i problemi sorti con l’ex fidanzato, ossessionato da lei e geloso oltre misura. Sabato pomeriggio il 27enne era persino andato a casa di Sara e ne era nata una discussione alla quale avevano assistito anche i genitori di Sara. E anche qui nulla che facesse scattare un campanello di allarme. Poi, nella notte tra sabato e domenica, l'assassinio in viale della Magliana. 

Leggi tutto