Caivano, confermate le accuse. Compagna dell'indagato tenta suicidio

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Terminato l'incidente probatorio. Le figliastre di Raimondo Caputo hanno confermato i racconti di abusi. Incongruenze però sul ruolo della loro madre

E' terminato l'incidente probatorio nel quale sono state ascoltate le tre amiche di Fortuna Loffredo, la bambina di sei anni gettata dall'ottavo piano del Palazzo dove viveva a Caivano, in provincia di Napoli. Le bambine hanno confermato le accuse di abusi nei confronti del patrigno, Raimondo Caputo, indagato per la morte di Fortuna, ma resta incerto il ruolo di Marianna Fabozzi, madre delle tre e compagna di Caputo. La donna, una volta riportata in carcere, ha tentato il suicidio provando a impiccarsi nella sua cella. Ora è in stato di isolamento. Marianna Fabozzi è anche la madre del piccolo Antonio, caduto da un balcone un anno prima di Fortuna.

Accuse confermate, ma resta dubbio sul ruolo della madre
- Nel corso dell'incidente probatorio che si è concluso oggi le bambine hanno confermato le accuse, ma sono emerse incongruenze riguardo a quanto raccontato dalla più grande, la migliore amica della piccola Fortuna. Nei mesi scorsi fu la sua testimonianza a squarciare il velo di omertà. La bambina ha oggi raccontato di aver assistito da sola ai tentativi di violenza del patrigno sulla piccola Fortuna, mentre nelle dichiarazioni precedenti aveva sostenuto di essere stata in compagnia della madre. Un aspetto che non convince né la difesa, secondo cui la donna è coinvolta, né l'accusa, secondo cui altri dettagli devono ancora emergere.

Il legale: "C'è la prova, quindi il processo si può fare" - "Quello che conta è che non siamo più in una fase indiziaria, c'è la prova e quindi il processo si può fare", dice l'avvocato della famiglia Loffredo. Quello che sembra essere  chiaro a tutti è che la storia di Fortuna e della sua morte sia ancora in gran parte da scrivere"


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