Incendio San Camillo, la Procura indaga per omicidio colposo

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Il ministro Lorenzin sul rogo che ha causato la morte di un paziente: “Cause ignote ma tutte le procedure sono state rispettate”

E' ancora senza indagati l'indagine avviata dalla Procura di Roma dopo l'incendio scoppiato all'interno di un padiglione dell'ospedale San Camillo nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio e che ha causato la morte di un paziente. Nel procedimento, coordinato dalla pm Silvia Sereni, si ipotizza il reato di omicidio colposo. Il magistrato ha affidato alla polizia una ampia delega per le indagini ed è in attesa di una relazione da parte dei Vigili del Fuoco.

 

 

Lorenzin: procedure rispettate - Sull’accaduto è intervenuta oggi il ministro della Salute Beatrice Lorenzi. "Stamattina ho trascorso tutta la mattinata fin dalle prime ore al San Camillo per esprimere solidarietà agli operatori e ai vigili del fuoco che hanno lavorato attivamente riuscendo a porre in salvo tante persone.

Purtroppo non sono ancora state individuate le cause dell'incendio, è morto un paziente, ma voglio assicurare alla città che l'ospedale San Camillo è assolutamente funzionante e che tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto".

 

Il direttore dell'ospedale: cause inspiegabili - Per il direttore  generale dell’ospedale Antonio D’Urso le cause dell’incendio sono inspiegabili. “L'incendio, nella sua brutalità, è stato limitato a una stanza, ciò significa che le misure di rilevazioni fumi hanno funzionato e ha consentito che le fiamme non si espandessero". L'incendio "pare sia divampato dal letto del paziente deceduto”  ma gli oggetti in dotazione, ovvero "letti, sedie e tavolini sono fatti di materiali ignifughi, così come le coperte". Il letto era manuale, non elettrico, "e non vi erano dispositivi elettrici in funzione".

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