Donna morta incinta di due gemelle: sequestrate le cartelle cliniche

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Giovedì la Procura di Milano, che indaga per omicidio colposo, conferirà l’incarico per l’autopsia che dovrà far luce sul decesso della 36enne

Sarà conferito giovedì 5 maggio da parte della Procura di Milano, che indaga per omicidio colposo, l'incarico ad un medico legale per l'autopsia sul corpo di Claudia Bordoni, 36 anni, morta lo scorso 28 aprile alla clinica Mangiagalli, dove era ricoverata per complicazioni derivanti dalla gravidanza scaturita da procreazione medica assistita effettuata all'ospedale San Raffaele. La donna era incinta al sesto mese di due gemelle e anche i feti non sono sopravvissuti.

Da quanto si è saputo, nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dal pm Maura Ripamonti e seguita personalmente anche dal procuratore facente funzione Pietro Forno, oggi sono state acquisite le cartelle cliniche delle tre strutture sanitarie (c'è anche l'ospedale di Busto Arsizio, in provincia di Varese) che si sono occupate della donna.

 

Proprio analizzando questi atti gli inquirenti nelle prossime ore procederanno ad iscrivere una serie di persone, in particolare medici, nel registro degli indagati anche a garanzia per permettere a questi ultimi di nominare propri consulenti per seguire gli esami autoptici.

Non si sa ancora se, dopo il conferimento dell'incarico, l'autopsia verrà effettuata giovedì stesso o nei giorni successivi. Dall'autopsia potrebbero arrivare le prime risposte utili a fare chiarezza sulla morte di Claudia Bordoni. "Mia figlia se n'è andata tra dolori lancinanti, che accusava da giorni, e nessuno ha mosso un dito" ha denunciato al Corriere della Sera il padre di Claudia.

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