La mamma di Fortuna a Sky TG24: "Questo dolore è come un ergastolo"

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Le amiche della bimba di sei anni, rompendo l'omertà degli adulti, hanno raccontato agli investigatori che la piccola fu uccisa da Raimondo Caputo, vicino di casa, perché si era opposta agli abusi

“Ho sempre saputo che me la avevano uccisa". Parla così a Sky TG24 la mamma di Fortuna, la bimba di sei anni vittima di abusi e violenze uccisa nel 2014, gettata dall'ottavo piano della palazzina nel rione edilizia detto parco Verde, a Caivano. Domenica Guardato non ha mai creduto all’ipotesi che sua figlia fosse caduta accidentalmente. "La mia era una sensazione - dice - che poi si è trasformata in sospetto". E ora, i fatti le danno ragione. A quasi due anni di distanza dalla morte della bimba è stato infatti arrestato Raimondo Caputo, 43 anni, compagno della madre di una delle amichette di "Chicca", e violentatore di minori, comprese le figlie avute da questa donna e quella che la sua compagna aveva già.

 

"Finalmente ho avuto giustizia" dice Domenica Guardato, ma "il dolore che porto dentro è come un ergastolo a vita". Caputo, aggiunge, "non è un uomo, non è nemmeno un padre di famiglia, è un mostro".

 


 

Pedofilia - L'orrore nel rione edilizia di Caivano è in una parola prima sussurrata, oggi accertata: pedofilia. Ma ci sono voluti due anni di omertà e copertura per arrivare a una misura di custodia cautelare in carcere per il 44enne. Una verità alla quali si è arrivati solo grazie alle testimonianze delle vittime di questa persona. Tutti minori, di dodici, sei, quattro anni. Decisivo si è dimostrato il racconto dell'amichetta di Fortuna. "Raimondo e Chicca sono saliti all'ottavo piano, lui l'ha violentata, lei dava calci, poi l'ha buttata giù”.

 

 

Omertà - E a Sky TG24 interviene anche la nonna di Chicca. “Nessuno è mai venuto alla fiaccolata organizzata per mia nipote. Nessun vicino, nessuna persona del quartiere” solo amici e parenti sono scesi in piazza in questi due anni per chiedere la verità sulla morte di Fortuna. 

 

 

Il caso di Antonio - Accanto a quella di Fortuna c'è una storia analoga, quella di Antonio Giglio, il bimbo di tre anni figlio della compagna dell'uomo arrestato, a cui, nel 2013, toccò la stessa fine di Fortuna: morto dopo un volo nel vuoto di decine di metri. I due episodi non sarebbero al momento collegati ma sviluppi potrebbero esserci nelle prossime settimane.

E proprio il contesto ambientale ha complicato le indagini, tra depistaggi veri e propri e dichiarazioni inventate ad arte. Il primo episodio è la sparizione della scarpina di Fortuna, di cui si sarebbe resa responsabile, è emerso dalle indagini, l'inquilina dell'ottavo piano, la stessa che subito dopo il fatto negò di aver visto Caputo andare sul pianerottolo con la piccola.

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